I leader dell’industria della sicurezza devono saper offrire ai mercati delle tecnologie in grado di operare come strumenti intesi nel senso etimologico di “costruire” (dal latino instruere). Uno strumento tecnologico, in questo senso, è quanto si rende necessario per compiere al meglio un’operazione o svolgere correttamente un’attività. Caliamo ora questo concetto nel nostro mondo, partendo dal lavoro del security manager.
Quella del security manager è una professione complessa e governata dalla necessità di gestire delle incognite, che parte dall’analisi del rischio per passare alla governance e finire (o per meglio dire ripartire) con la gestione dell’emergenza. Da lì: business continuity, ripristino e normalizzazione dell’attività in chiave di sempre maggiore resilienza. E che il lavoro del security manager sia passato da una prevalente logica di difesa ad un orientamento finalizzato alla resilienza lo dimostrano anche le più recenti produzioni normative come NIS, CER e DORA. In cosa si può dunque concretizzare uno strumento che supporti il security manager nel tendere all’obiettivo della resilience?
Francesco Panarelli - Key Accounts&Business Development Director Hikvision Italy - prosegue nel suo articolo questa interessante analisi.
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