Si chiama ANPR (Automatic Number Plate Recognition), legge a distanza le targhe dei veicoli per estrarne il numero in automatico e renderlo disponibile in diverse applicazioni (accessi ZTL, traffico stradale ecc.). Adottarla nei sistemi elettronici di controllo accessi aziendali basati su badge, per regolare i movimenti nelle aree di sosta e parcheggio, sembrerebbe la soluzione ideale, la più semplice e logica. Invece non è proprio così. Nella maggior parte dei casi, il transponder (attivo o passivo, applicato sul parabrezza o sul telaio) ha ancora la meglio sull’occhio elettronico. Perché mai?
Oltre alle persone (dipendenti, visitatori ecc.), un sistema elettronico di controllo accessi aziendale basato su badge, transponder o impronta biometrica, installato in un’impresa pubblica o privata, può includere anche la gestione dei veicoli nell’ambito delle aree adibite alla sosta e al parcheggio. Così come avviene per ciascuna persona, l’automezzo che desidera accedere (sia esso personale che appartenente alla flotta aziendale) deve essere innanzi tutto identificato in automatico in prossimità del varco veicolare. Solo a riconoscimento avvenuto e verifica positiva dei diritti di accesso effettuata (chi, dove e quando può entrare o uscire), il sistema comanda l’apertura della barriera (sbarra, cancello, bascula, pilonetto retrattile ecc.) che impedisce fisicamente il transito.
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