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Sicurezza personale sanitario, in Veneto approvato un piano per dotare di bodycam medici e infermieri

Sicurezza personale sanitario, in Veneto approvato un piano per dotare di bodycam medici e infermieri
19/03/2025

Sempre, putroppo, di attualità, visti i frequenti episodi di violenza ai danni di medici e di personale sanitario, il tema della sicurezza di queste figure, tanto importanti quanto vulnerabili, è di recente tornato al centro del dibattito, a seguito dell'approvazione dell'uso di bodycam per gli operatori dell’Ulss 4 Veneto Orientale, che saranno sperimentate a breve.

Ricordiamo che la Regione Veneto ha stanziato 4 milioni di euro per l’acquisto di queste piccole telecamere da apporre ai camici di medici e infermieri - gli operatori che le indosseranno saranno preventivamente formati sull’utilizzo di questi dispositivi  - per riprendere quanto accade di fronte a loro, e di braccialetti “smart” con sistemi di allarme per il personale dei reparti maggiormente a rischio, come pronto soccorso, guardie mediche, reparti di salute mentale.

Il Veneto, la prima regione italiana a dotarsi di questo genere di strumenti, stima che queste risorse permetteranno di acquistare circa 7mila dispositivi, tramite una gara europea che sarà avviata tra qualche mese. 

Reazioni contrastanti 

I lavoratori hanno accolto positivamente il nuovo dispositivo, ma il sindacato Cisl ritiene che siano invece necessarie misure più incisive per garantire uan tutela più efficace. In generale, i sindacati che chiedono azioni concrete e una strategia chiara da parte delle istituzioni. Dario De Rossi, della Segreteria Cisl Venezia, sottolinea che le bodycam sono solo un sistema di difesa passivo. “Bisogna chiedere alla Regione di sostenere economicamente le aziende per potenziare la vigilanza privata, con presidi fissi anche nelle aree più a rischio”.

Massimo Grella, Segretario generale della Funzione Pubblica Cisl Venezia, si esprime a sua volta con fermezza contro chi invoca maggiori tutele per i lavoratori della sanità, anche se in passato non ha firmato il Contratto collettivo nazionale di lavoro (Ccnl) che le prevedeva. “Nelle bozze di accordo eravamo riusciti a ottenere strumenti concreti per proteggere chi subisce aggressioni: patrocinio legale gratuito a carico delle aziende sanitarie e supporto psicologico obbligatorio per le vittime di violenza sul lavoro. Ma chi ora si straccia le vesti ha bloccato tutto, lasciando il personale senza queste tutele, senza arretrati, aumenti e indennità”.

(Fonte immagine: www.ilpost.it/2025)


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