Matematico e filosofo, Nicholas Taleb teorizza che la nostra civiltà sia governata da cigni neri, ossia da eventi tanto improbabili quanto devastanti nelle loro conseguenze. Covid, guerre, terrorismo, ma anche Internet e i Social: il cigno nero (scoperto solo nel XIV secolo, dopo un’esistenza ad immaginarlo bianco) dimostra che ogni pensiero basato sull’abitudine è destinato a fallire. Cosa deve fare quindi il security manager, fisiologicamente destinato a ipotizzare scenari catastrofici? Per Stefano Modesti, Responsabile Security Atm, solo la prevenzione può fare la differenza.
Dalla laurea in ingegneria gestionale ad una carriera in Atm, prima nel ramo Operations e poi nella Direzione Corporate Security. Come si sposano Ingegneria e Security?
La correlazione tra ingegneria, trasporti e security è più profonda di quanto possa apparire. Premetto che la mia specializzazione universitaria era focalizzata su produzione e logistica, dunque il ramo Operations di Atm era tra le destinazioni plausibili. Per dieci anni ho esplorato tutti i processi aziendali tra tram, filo e bus, addentrandomi anche nella Centrale Operativa di superficie con un ruolo di responsabilità. La somma di queste esperienze, cruciali sia sul lato tecnico sia umano, mi ha portato alla Direzione Security – funzione essenzialmente deputata alla definizione e al rispetto delle procedure. In questo ruolo mi soccorre la forma mentis impressa dagli studi di ingegneria, che nei trasporti regola sicurezza e continuità degli esercizi. La parte gestionale della formazione mi permette poi di analizzare i processi con uno sguardo tecnico e manageriale. Due aspetti allo stesso modo essenziali.
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