Dopo aver affrontato in una precedente occasione le questioni normative e lessicali meno lineari, il Vicecomandante Di Vita procede con la disamina delle concrete possibilità di partecipazione dei privati alla tutela della sicurezza urbana, la cui sede privilegiata è individuata nei patti per la sicurezza urbana.
La vigente disciplina in materia di protezione dei dati personali, come noto, limita la possibilità per i privati di effettuare trattamenti che eccedano i limiti spaziali e temporali imposti dalla normativa. Se da un lato per i privati è sempre più facile (sia in termini economici, che di tecnologia esistente) installare dispositivi di videosorveglianza performanti anche in ambito domestico, dall’altro è evidente che le riprese non possano in nessun modo interferire con le libertà di terzi, costituzionalmente tutelate. Com’è evidente, ciò riduce la possibilità di impiego di sistemi di video-sorveglianza agli spazi di proprietà e con esclusione delle aree soggette ad un transito comune, laddove non espressamente previsto.
Domenico Di Vita - Vicecomandante della Polizia locale di Battipaglia - prosegue questa riflessione nel suo articolo.
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La cybersicurezza dei sistemi di videosorveglianza
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