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Wireless, integrato e mobile: il controllo accessi è sempre più smart

25/01/2020

di Annalisa Coviello

La sicurezza negli edifici è sempre più “smart” e il controllo accessi non fa eccezione. I sistemi per impedire o monitorare gli ingressi sono stati fra i primi a entrare nel comparto dell’automazione e le porte di sicurezza con i relativi access point sono stati, per anni, la struttura portante. Oggi, però, l’approccio dei progettisti della building automation, in particolare sul retrofit, è sempre più olistico: l’integrazione è diventata fondamentale e certo non si possono lasciare i vecchi – proprietari e pure costosi - sistemi di controllo accessi al di fuori della rete di gestione dell’edificio. 

Un recente report a cura di Assa Abloy e Ifsec Global sottolinea come proprio l’integrazione sia un problema sempre più pressante per i professionisti del settore e che la necessità di far dialogare tra loro i diversi sistemi negli ultimi anni è diventata un imperativo categorico. Per il 53 % degli intervistati, è proprio la possibilità di integrazione con TVCC, allarmi, orari e presenze, illuminazione e HVAC che li porta a scegliere un prodotto piuttosto che un altro. Perché non è più importante solo che scatti un allarme quando entra una persona non autorizzata, ma bisogna anche sapere chi è entrato, in modo da intervenire in tempo reale. 

I numeri

Del resto, il controllo accessi è un mercato in continua crescita e nel rapporto si ipotizza che possa raggiungere un tasso a due cifre, intorno quindi almeno al 10%, nel 2020. Per il momento in Italia, in base ai dati forniti da ANIE/ANIE Sicurezza sulla variazione nel periodo 2018/2017, l’antintrusione ha registrato un incremento del 9,5%, l’1,9 del quale deriva proprio dal controllo elettronico degli accessi.

Wireless nel controllo accessi 

E’ per questo che il “new deal” di questo segmento di mercato, tra le altre cose, è rappresentato dai sistemi di chiusura wireless, che si integrano facilmente anche nelle applicazioni più datate e tradizionali. Il rapporto Assa Abloy/Ifsec Global prevede un trend di crescita dell’8% annuo almeno fino al 2025 per il controllo degli accessi wireless. Le chiusure wireless, di solito a tecnologia RFID, consentono sia nuove installazioni sia il retrofit, senza troppe opere murarie e a costi abbastanza contenuti. In pratica, c’è un’unica card di accesso per tutte le porte, con la quale si possono gestire, come già succede in numerosi alberghi, anche i pagamenti o, se pensiamo a una struttura universitaria, i prestiti della biblioteche. Quanto al retrofit, le card wireless possono essere collegate al sistema esistente senza dover cambiare le chiavi magnetiche e l’hardware della porte. Inoltre, le più recenti tecnologie consentono l’integrazione con i dispositivi esistenti sia online sia off line, il che rappresenta una comodità notevole in caso di assenza della rete.

Mobile access: soluzione vincente

Ancora più innovativa, perché elimina non solo le chiavi, ma anche le card elettroniche, è la soluzione che prevede il cosiddetto “mobile access”. E anche qui, parliamo di integrazione, in questo caso con le APP che ormai sono diventate un’abitudine un po’ per tutti. La gestione del controllo accessi tramite smartphone semplifica notevolmente tutte le operazioni: basta pensare alla facilità di gestire le presenze in un ufficio o il check in e check out degli ospiti in un albergo direttamente via APP interattiva che comunica alla direzione tutti i dati necessari. E alla comodità per l’utilizzatore finale di poter entrare in ascensore, in palestra, nella sala riunioni solo portandosi dietro il cellulare. Senza contare il notevole risparmio per i proprietari dell’edificio, che non devono più calcolare i costi legati alla produzione e all’acquisto di keycard, più o meno personalizzate. 

E la sicurezza? 

Oggi la tecnologia consente, anche utilizzando le APP, alti livelli di crittografia e protocolli appositi sempre più perfezionati, per evitare il furto dei dati personali o gli accessi non autorizzati. Insomma, si può avere sul proprio telefono una sorta, letteralmente, di “passe-partout” che, nel giro di pochi secondi, e senza bisogno di dispositivi aggiuntivi, consente di accedere senza problemi. Un futuro, quindi, ma anche un presente, sempre più smart pure nel controllo accessi.

La versione integrale dell’articolo riporta tabelle, box o figure, per visualizzarle apri il pdf allegato. 

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