martedì, 11 dicembre 2018

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Un giorno con Mario: il riconoscimento facciale nel quotidiano

13/11/2018

della Redazione

Essere scambiati per qualcun altro è fonte di imbarazzo, può comportare perdite di tempo e denaro ed essere lesivo della dignità personale. In certi casi può essere anche estremamente pericoloso, con malintenzionati e criminali che circolano a piede libero perché non correttamente identificati. Errori di identificazione non sono più tollerabili, soprattutto nel contesto attuale, né per il singolo, né per la società nel suo complesso. Non è un caso, quindi, che il riconoscimento facciale e le soluzioni di sicurezza basate su questa tecnologia si siano negli anni sempre più diffuse. Ma con quali concrete applicazioni? Per metabolizzarle appieno, entriamo nel quotidiano di Mario, un manager alle prime armi sulla trentina: seguiamolo nella sua giornata tipo per verificare l’impatto che le tecnologie di riconoscimento facciale possono avere nella vita di tutti i giorni.

Seguendo Mario nella sua giornata-tipo, abbiamo visto diversi scenari applicativi per le tecnologie di riconoscimento facciale. Ma funzionano davvero sempre?

Risponde Andrea Alberton, Product Manager Dahua Technology Italy

Il riconoscimento facciale è una tecnologia dall’immenso potenziale applicativo e dalla forte portata innovativa. Certamente non si può prescindere da alcune premesse di natura tecnologica, che riguardano essenzialmente la precisione e l’efficienza del riconoscimento. Perché, permettete la banalizzazione ma è necessaria per arrivare dritti al punto, i big data sono totalmente inutili se la precisione e l’efficienza del riconoscimento non raggiungono dei livelli elevati. L’identificazione di un volto, sia che derivi da fotografie istantanee che da frammenti video, presuppone dunque una telecamera di qualità e, requisito ancor più rilevante, una suite di algoritmi di intelligenza artificiale all’avanguardia che ottimizzino le immagini sgranate, sfocate o riprese da angoli multipli, trasformando i lineamenti dei volti in modelli digitali 3D adatti al controllo incrociato nei database. L’intero processo - dall’acquisizione dell’immagine all’esito del confronto – non dovrebbe durare più di 300 millisecondi. Date per assunte queste premesse, allora sì: possiamo dire che la vita di Mario dovrebbe semplificarsi non poco.

Mario si affretta a raggiungere gli uffici in cui lavora, situati ai piani alti di un edificio provvisto, nell’atrio, di tornelli per il controllo accessi. È prima mattina, alle barriere si sono già formate code chilometriche di dipendenti: dopo una lunga attesa giunge finalmente il turno di Mario che, frugando nelle tasche, scopre con sommo sconforto di aver dimenticato a casa la tessera di accesso.

MARIO ALLE PRESE CON IL CONTROLLO ACCESSI

Per sua fortuna, gli uffici hanno appena aggiornato l’impianto di sicurezza con una soluzione basata sul riconoscimento facciale. La nuova tecnologia è in grado di colmare efficacemente le lacune dei tradizionali metodi basati su tessere e/o rilevamento di impronte digitali: sistemi dalla scarsa efficienza e dal livello di sicurezza inadeguato. Infatti, rispetto a una card, è di norma più complicato perdere, riprodurre o rubare una faccia (in questo momento potete immaginare come quella di Mario sia il ritratto del sollievo). In quanto ai lettori di impronte digitali (spesso non molto affidabili), invece, non bisognerà più sperare che compiano il proprio dovere. Un vantaggio ulteriore risiede nella rapidità di gestione: per ogni nuovo dipendente basterà, per l’azienda, caricare la foto nel database del sistema, senza dover generare una nuova card né schedarne le impronte digitali. È una soluzione che, al di là degli uffici, è indicata per tutti i luoghi che necessitano di standard elevati di sicurezza in accesso: dogane, consolati, scuole, comunità residenziali, carceri e via dicendo.

MARIO NELLA LISTA BIANCA

Mario si reca di corsa in banca a discutere di importanti questioni per conto della propria società: è in ritardo e non manca ormai molto a un meeting programmato con i grandi capi. Naturalmente a metà mattina la filiale è stracolma, e si prospetta, ahilui, una lunga attesa. Non appena Mario varca la soglia, però, prima ancora che se ne possa accorgere, sente chiamare il proprio cognome dagli altoparlanti e un paio di impiegati sono già pronti a accompagnarlo nella sala VIP. Il sistema ha riconosciuto il suo volto, che era stato precedentemente inserito in una white-list. Nessuna coda, nessun ritardo e nessun equivoco: Mario se l’è cavata alla grande. Hotel, pronto soccorso, ospedali, casinò e altre strutture che riservano trattamenti speciali a determinati clienti, o che necessitano di accessi preferenziali, possono trarre enormi benefici da questa nuova tecnologia.

MARIO E LE AUTORIZZAZIONI

Mario deve scendere nel super-sicuro caveau della banca. È un’esperienza nuova e suggestiva; a ciò si aggiunge la soddisfazione di aver finalmente ricevuto un incarico di grande responsabilità: sulle ali dell’entusiasmo aumenta il passo, sopravanzando il suo accompagnatore e, nei pressi della camera blindata, una sirena inizia a suonare. Solo il personale autorizzato può infatti accedere alle aree sensibili. Tutti i volti che transitano verso il caveau vengono ripresi e confrontati con quelli a database: la bassa percentuale di similarità di Mario con i volti autorizzati ha innescato immediatamente l’allarme. E’ il sistema di protezione ideale per zone ad accesso limitato come laboratori, camere bianche o archivi.

MARIO E LA LISTA NERA

Al termine della dura giornata di lavoro, Mario decide di andare allo stadio a godersi una partita del campionato. Lo “spettacolo” però inizia ancora prima di entrare: un famigerato ultras viene respinto ai cancelli e allontanato dall’impianto. Cartellino rosso: il sistema di riconoscimento facciale l’ha identificato notificando poi al personale di sicurezza la sua appartenenza a una lista nera. Una soluzione che può essere impiegata non solo negli stadi, ma anche all’interno di aeroporti e stazioni. Le peripezie di Mario ci hanno permesso di mostrare solo la punta dell’iceberg delle straordinarie potenzialità del riconoscimento facciale. Una tecnologia innovativa e intelligente, dalle miriadi di applicazioni.


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