martedì, 23 ottobre 2018

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Residenziale: la sicurezza passa per la regola dell’arte

25/07/2018

di Giovanni Villarosa - Laureato in Scienze dell’Intelligence e della Sicurezza, esperto di Sicurezza Fisica per Infrastrutture, Chief Security Officer e Data Protection Officer, Giovanni Villarosa è anche Vice Presidente di SECURTEC (Associazione culturale, composta da security manager certificati, che si occupa di tematiche legate al mondo - logica e fisica - per la protezione di infrastrutture complesse e critiche).

Secondo l’ultima indagine del 2017 della CNA (Confederazione nazionale artigianato e piccola impresa) due terzi degli italiani non si sente sicuro in casa propria e da questa preoccupazione nasce la richiesta di garantire la tutela di persone e dei beni: la sicurezza diventa un fattore sociale determinante. In Italia lo scorso anno sono stati investiti oltre 18 mld di euro in sistemi di sicurezza attivi (antintrusione, videosorveglianza, etc), associati a sistemi di sicurezza di tipologia passivi (grate, porte blindate, etc). Nell’ultimo decennio si è assistito a una decisa crescita dei reati tipicamente predatori, una fenomenologia che desta particolare attenzione, osservata peraltro dal servizio di analisi criminale della Polizia di Stato: cresce il numero di reati, di conseguenza sale l’esigenza di sicurezza, considerata un elemento fondamentale e indicativo della qualità della vita.

La reazione sociale a tutto ciò porta, come risultato tangibile, alla crescita del mercato della security, comparto in continua evoluzione tecnologia strettamente legato all’attività criminogena, tanto per la sicurezza attiva, quanto per quella passiva. Dieci anni fa solo il 55% degli italiani possedeva un sistema di sicurezza, mentre oggi la percentuale è salita oltre il 75%: 3 persone su 4 hanno protetto la propria famiglia con un sistema antintrusione e questo perché proprio in casa, il rifugio per eccellenza, solo la metà (50%) degli italiani si sente completamente al sicuro. Pur di garantirci maggiore protezione, oggi rinunciamo persino a una porzione della nostra sfera privacy, integrando sempre di più gli impianti antintrusione con performanti, quanto invadenti, sistemi di videosorveglianza. L’obiettivo che i produttori di sicurezza si prefiggono, come target del loro business, per rispondere a questa mancata percezione di protezione, è il segreto contenuto nelle molteplici tecnologie innovative applicate ai moderni sistemi di allarme, di videosorveglianza e di home e building automation.

LA REGOLA DELL’ARTE

Investire in sicurezza vuol dire puntare sulla serenità, tanto nei contesti residenziali quanto in quelli industriali, e come detto, utilizzando soluzioni realmente efficaci e al passo coi tempi; ma per realizzare questo proposito è fondamentale che le apparecchiature impiegate siano installate secondo la regola dell’arte e disposte in campo solo dopo attenti progetti, specifiche valutazioni, secondo le esigenze del cliente, ma soprattutto, osservando il dettato normativo di settore (CEI-EN). Va sottolineato, peraltro, come un buon progetto sia basato sempre sull’osservazione e sulla valutazione dell’incidenza della probabilità dell’evento, ovvero la contestualizzazione, tenendo presente il concetto di magnitudo, per poter definire con precisione un livello di rischio, e di conseguenza, uno specifico livello di prestazione che il sistema d’allarme dovrà garantire.

IL RUOLO DEL PROFESSIONISTA

Sappiamo come il settore della sicurezza residenziale venga identificato in due macro caposaldi: quello della sicurezza attiva, e quello della sicurezza passiva. Si concentra sotto il termine di sicurezza passiva, tutto il contesto di specifici elementi meccanici in grado di creare ostacolo e/o ritardo fisico all’effrazione (casseforti, mezzi forti, porte blindate, grate, serramenti, etc.); si raggruppano, invece, sotto il termine di sicurezza attiva tutti i sistemi elettronici in grado di supervisionare, segnalandolo, un stato oggettivo di intrusione (sistemi antintrusione, videosorveglianza, controllo degli accessi, etc..). Ma per progettare, installare e governare al meglio tutto questo panorama tecnologico, un ruolo importante in questa sfida, ancor prima dell’utente finale, lo giocano certamente le figure cardini professionali del settore: i progettisti e gli installatori, attori che potranno raccogliere questo confronto solo grazie a una corretta formazione e a competenze trasversali, multidisciplinari.

SICUREZZA INTEGRATA

Oggi parliamo di sistemi di sicurezza integrata, quali insiemi complessi che richiedono tecnologie, conoscenze, competenze e abilità diverse; a tutto ciò si aggiunge un elemento molto importante: l’obbligo che grava sul professionista (installatore/progettista), quale dovere etico, di informare il committente, di guidarlo e consigliarlo verso scelte certe e sicure in rapporto alle sue esigenze personali di protezione, analizzando inizialmente il contesto ambientale, progettando e realizzando poi la giusta soluzione sul campo! Ricordiamo sempre un fondamentale principio: la sicurezza è un processo, dunque è sempre necessario valutare i rischi, le vulnerabilità e il profilo dell’attaccante, contestualizzando le adeguate misure di difesa e di contrasto. E allora cerchiamo di capire quali sono le più innovative tecnologie a disposizione per l’installatore. Le nuove frontiere della security sono rappresentate da intelligenza, integrazione, convergenza e interconnessione: nell’attuale panorama della sicurezza, un sistema antintrusione/videosorveglianza va oggi ben oltre la sicurezza stessa. La richiesta sempre più pressante, da parte dell’utente finale, della possibilità di controllare e gestire a distanza (una possibilità sfruttabile anche dall’installatore per effettuare le dovute verifiche tecniche manutentive), e in assoluta garanzia, la propria abitazione da una semplice app gestita dal proprio device (o direttamente dal web), offre l’esatta dimensione di come si sia passati dalla semplice ricezione e verifica delle segnalazioni di allarme dei sistemi 1.0, ad una vera e propria interazione IoT, tipica dei sistemi di sicurezza 3.0.

GO MOBILE

Sappiamo bene come le vendite dei tablet abbiano di gran lunga soppiantato quelle dei PC, e nello stesso tempo come i dispositivi smartphone abbiano superato la quota planetaria di 1,5 mld di pezzi venduti, rappresentando un valore pari a oltre il 75% di tutti i device intelligenti utilizzati nel mondo; detto ciò è del tutto evidente come in questo scenario il settore della sicurezza residenziale si stia trasformando sempre più in un ambiente operativo fluido, tipicamente mobile. Sicurezza, controllo degli accessi, videoanalisi, gestione dei tecnologici, il tutto in un touch, oggi reso possibile grazie alle soluzioni intelligenti, che spaziando a 360° includono l’integrazione completa tra diversi complessi sistemi di sicurezza e di prevenzione. Una reale ed efficace convergenza tra sistemi, tecnologie e piattaforme restituiscono, come sommatoria, una concreta risposta di security. Peraltro, la convergenza di diverse funzioni, di apparati diversi, garantisce sistemi che interagendo tra loro, dialogano e si scambiano informazioni con lo stesso linguaggio, rendendoli upgradabili contemporaneamente e in tempo reale.

AIUTI FISCALI

Per concludere, tra gli altri strumenti che possono aiutare l’installatore nel dialogo con il proprio cliente, troviamo gli aiuti fiscali legati alla realizzazione di un impianto. Sono interessanti leve che contribuiscono al business professionale: ricordiamo infatti come gli impianti di sicurezza residenziale godano per un altro anno di sgravi fiscali dedicati. La Legge di Stabilità ha prorogato il bonus fiscale 2017 per le ristrutturazioni edilizie (comprese le spese sostenute per l’installazione/manutenzione di un impianto antintrusione/videosorveglianza). Le spese sostenute fino al 31 dicembre 2018 saranno dunque detraibili sempre nella misura del 50%: il bonus opera sotto forma di detrazione IRPEF delle spese sostenute per gli interventi di ristrutturazione delle abitazioni e delle parti condominiali comuni negli edifici residenziali.



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