venerdì, 20 luglio 2018

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Residenziale: nuove tecnologie alla portata di tutti

12/07/2018

di Elvy Pianca

La smart home è un mercato in ripresa grazie alle recenti evoluzioni tecnologiche. La “killer application”, anche in questo segmento, è l’IoT: l’intelligenza nei dispositivi consente l’interazione tra tutti i sottosistemi e il wireless evita il cablaggio. Le altre parole chiave sono cloud, che significa che non occorre più gestire in locale dati pesanti come le immagini, e APP, perché il controllo avviene sempre di più a distanza, tramite smartphone, con applicazioni tarate sulle specifiche esigenze dell’utilizzatore finale. E poi, le chiavi a tecnologia RFID per il controllo accessi e le cube cameras, discrete e funzionali, per “vedere” tutto quello che succede all’interno della casa.

Il mercato della sicurezza nel settore residenziale, secondo le fonti di ANIE, è in ripresa, sia pure più lenta rispetto ad altri ambiti. Questo è dovuto, da un lato, alla ripartenza generale degli investimenti nel settore edilizio ma anche, per ciò che riguarda in particolare il retrofit, alle più recenti evoluzioni tecnologiche, che consentono di gestire al meglio, e a costi contenuti, tutti quei sistemi di sicurezza e controllo che vengono catalogati sotto il vasto ombrello della “home automation”, anzi, oggi, più correttamente, di quella che viene definita come “smart home”.

IOT

Iniziamo dall’IoT, ormai vera e propria “killer application” per tutti i mercati verticali. L’intelligenza conferita ai dispositivi come valvole per il riscaldamento, elettrodomestici, interruttori e via dicendo consente di realizzare scenari sempre più smart: ad esempio, l’uso di dispositivi luminosi e sonori per la simulazione di presenza, il rilevatore di fumo per allarmi, il sensore di movimento per l’illuminazione e via dicendo, il tutto nel pieno rispetto della privacy e della sicurezza dei dati, aggiungendo l’archiviazione in locale e la crittografia end-to-end. Ormai tutte le principali aziende del settore offrono soluzioni specifiche di “smart home” a fianco a quelle di automazione: ad esempio, sono disponibili dei gateway di sicurezza e home automation wireless con lettori e sensori per tastiera, anch’essa wireless, che, se compatibili con il controllo accessi, consentono non solo di non dover passare i famosi cavi, ma anche di gestire completamente a distanza il sistema di sicurezza e quello, per limitarsi a un solo esempio, di riscaldamento. Si va, così, grazie all’integrazione, sempre più verso un sistema di monitoraggio “domestico” unificato che sfrutta proprio le potenzialità dell’IoT, raccogliendo, tramite gli stessi dispositivi, tutti i dati che possono essere utilizzati per la sicurezza e la smart home.

CLOUD E APP

Altre key-word nel mondo della smart home sono cloud e App. Cloud perché i sistemi hardware e software si basano su questo tipo di architettura e, quindi, non hanno bisogno di memoria locale per interagire tra loro e con l’utente finale: è possibile così monitorare gli ambienti con le videocamere, applicando anche la ormai sempre più richiesta, anche nel residenziale, videoverifica, per evitare il problema dei falsi allarmi, e gestire le riprese video senza bisogno di troppo spazio di archiviazione, così come controllare i carichi elettrici o i termostati, ottenendo un importante ritorno economico con il risparmio energetico. Il tutto, poi, arriva comodamente sul proprio smartphone, non solo come messaggio di allarme, se c’è qualcosa che non va, ma tramite le varie App create su misura, che consentono una gestione in real time e on demand, a seconda proprio delle specifiche esigenze del proprietario della casa.

CONTROLLO ACCESSI

Passiamo ora dal generale al particolare, vedendo qualche evoluzione tecnologica nei principali sottosistemi della smart home. Prendiamo il controllo accessi, uno dei settori che ha subito più cambiamenti negli ultimi tempi, proprio per venire incontro alle esigenze di automazione nei retrofit, che possono essere, ad esempio, anche case d’epoca…Le porte possono venire protette da lettori wireless con tecnologia RFID, con software di gestione che consente di controllare gli accessi e le aperture a distanza, tramite computer, tablet o smartphone: le carte sostituiscono così completamente le vecchie chiavi meccaniche e la tecnologia radio quella cablata. O, ancora, sono in commercio gateway multiutente che consentono ai residenti di una casa o di un appartamento di far funzionare il sistema di controllo rispondendo alle chiamate audio e video dell’unità esterna tramite la rete LAN, sempre utilizzando i propri dispositivi mobili. Ovviamente, tutto si può vedere in tempo reale, mediante le videocamere IP che comunicano con il sistema di controllo accessi e rimandano, insieme con il warning o con la richiesta, anche le relative immagini.

CUBE CAMERAS

Concludiamo, a proposito di videocamere, con una soluzione nata proprio per l’home automation: le cube cameras. Dal punto di vista proprio visivo, questi dispositivi sono simili alle videocamere cosiddette “fai-da-te”, che, in particolare all’estero, vengono molto utilizzate per i sistemi di sorveglianza di piccole dimensioni come quelli residenziali, però sono in grado di svolgere tutte le funzioni delle videocamere professionali, a prezzi molto convenienti e in quel modo “discreto” che è particolarmente apprezzato in un’abitazione privata. Infatti, le cube cameras sfruttano le infrastrutture IP, spesso già preesistenti anche nel residenziale, e hanno di solito di serie la tecnologia di compressione delle immagini, per assicurare video di qualità e, nello stesso tempo, poco spazio di memoria. Inoltre, si integrano perfettamente con le piattaforme più diffuse di gestione delle automazioni e con i software di video management…oltre che con le App più utilizzate nel settore della “smart home” …

Insomma, solo le tecnologie sono nuove sotto il sole dell’home automation…perché le esigenze restano quelle: controllare, vedere, intervenire se e solo effettivamente serve, in tempo reale e da ovunque. In particolare per proteggere un bene così prezioso come la propria casa.

SMART HOME: C’È ANCORA CONFUSIONE

Nonostante i dispositivi smart siano più diffusi che mai e progettati appositamente per rendere le nostre attività quotidiane più semplici, rapide e convenienti, la nuova indagine di D-Link, azienda leader mondiale nella connettività Wi-Fi domestica, dimostra che c’è ancora molta confusione tra gli europei riguardo la Smart Home. La ricerca - che ha coinvolto oltre 7.200 persone in Francia, Italia, Germania, Spagna, Svezia e Regno Unito - indica che più della metà delle persone (57% in Europa, 54% in Italia) pensa che la Smart Home sia qualcosa che riguarda il futuro, e il 16 % ha ammesso di non sapere con certezza cosa sia una Smart Home. Quasi un quinto degli europei (17%) ritiene che una Smart Home sia riservata a coloro che seguono le tendenze tecnologiche e solo una persona su otto (il 12%) ritiene che la propria casa possa essere considerata “intelligente”.

Nonostante la scarsa conoscenza del tema, la ricerca di D-Link mostra nel 2018 la richiesta di Smart Home e di tecnologia per l’assistenza continuerà a crescere. Una persona su quattro in tutta Europa (25%) ha infatti intenzione di acquistare Google Home, seguito dal 14% che afferma di voler comprare un Homepod di Apple e un altro 14% che dichiara di voler scegliere Amazon Echo. Se interrogata sulle motivazioni principali che spingono ad acquistare un prodotto Smart Home, protezione e sicurezza della casa sono la priorità numero uno per la maggior parte degli europei (61% in Europa, 66,7% in Italia), seguita dalla possibilità di monitorare l’abitazione anche da remoto (43% in Europa, 48% in Italia), e di essere avvisati immediatamente in caso si manifesti un potenziale problema (ad esempio una perdita dai tubi - 36% in Europa, 48% in Italia) e infine come un modo per risparmiare denaro (28%). Quindi il senso di sicurezza è certamente preponderante.

Tra tutti i dispositivi tecnologici disponibili oggi sul mercato, la ricerca di D-Link ha dimostrato che quelli con cui gli italiani hanno più familiarità sono:

• Videocamere di sorveglianza (71% in Italia, 78% in Europa)

• Sensori di movimento (64% in Italia, 70% in Europa)

• Allarmi da interno (63% in Italia, 71% in Europa)

• Rilevatori di fumo (62% in Italia, 69% in Europa)

• Termostati e termovalvole connessi (61% in Italia, 63% in Europa)

• Allarmi per esterno (58% in Italia, 64% in Europa)

• Sensori per porte e finestre (53% in Italia, 58% in Europa)

• Baby Monitor (46% in Italia, 35% in Europa)

• Controllo Remoto per tende e tapparelle (42% in Italia, 31% in Europa)

• Sensore per le perdite d’acqua (38% in Italia, 25% in Europa)

• Smart Switch (35% in Italia, 46% in Europa)

• Smart Plug (33% in Italia, 43% in Europa)

Questa classifica dimostra che gli italiani tendono ad affidarsi meno agli allarmi da esterno o interno rispetto al resto d’Europa e sono meno interessati ai sensori di fumo a favore del controllo di tende e tapparelle (queste differenze sono probabilmente dovute alle diverse caratteristiche ambientali e costruttive del nord – sud Europa). Un sistema di videosorveglianza controllabile anche da remoto è la priorità anche per gli italiani, con un’attenzione maggiore per la protezione dei bambini e alle notifiche in caso di danni rispetto alla media del continente.



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