martedì, 18 settembre 2018

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2017 ancora in crescita ma con sfide più complesse

15/01/2018

di Allan McHale - Direttore di Memoori Research. Articolo tratto, per gentile concessione di Autore ed Editore, dalla IX Edizione del Memoori Annual Report https://www.memoori.com/portfolio/the-physical-security-business- 2017-to-2021

Fine anno, tempo di bilanci. Com’è andato questo 2017 che ci stiamo per lasciare alle spalle? Secondo l’analista Memoori, il valore totale dei prodotti per la sicurezza fisica a prezzo di fabbrica nel 2017 è stato di 29,2 miliardi di dollari, con un aumento di circa il 5% sul 2016. Un valore inferiore rispetto al picco del 2014, ma comunque in aumento rispetto agli ultimi due anni. Se si considera poi un campione di otto anni, il mercato ha registrato un tasso annuo di crescita del 6,41% e Memoori prevede che raggiungerà i 41,27 miliardi di dollari nel 2022 (CAGR + 7,2%).

I fattori trainanti della crescita del comparto sono una forte penetrazione dei sistemi IP, ulteriori progressi nel campo dei lettori biometrici, della protezione dell’identità e nelle serrature wireless. Tre aree di mercato che, per il secondo anno consecutivo, hanno registrato il più alto tasso di crescita. Tuttavia, alcuni segnali indicano che la pressione sui prezzi comincia a farsi sentire ovunque, con effetti poco entusiasmanti in termini di valore.

CONTROLLO ACCESSI

Fra i tre segmenti del comparto sicurezza, tuttora meno integrati tra loro di quanto si pensi, negli ultimi tre anni il controllo accessi ha mantenuto una crescita media del 7% ed occupa una porzione di mercato pari al 23,5%.

ANTINTRUSIONE

Il settore dell’antintrusione copre il 22% del mercato: è la “mamma” dell’industria della sicurezza fisica e da tempo ha raggiunto la maturità. L’introduzione parallela e crescente di radar e telecamere termiche, l’integrazione con la videosorveglianza, il controllo accessi e l’illuminazione da esterni, oltre alle innovazioni nella sensoristica e nel wireless, hanno contribuito di questo segmento: +2,5% nel 2017.

VIDEOSORVEGLIANZA

In questo 2017 il mercato di prodotti per la videosorveglianza vale 15,87 miliardi di dollari, (+ 5,9% sul 2016) e rappresenta il 54,5% dell’intero business della sicurezza fisica. Siamo lontani dai numeri strabilianti dei cinque anni precedenti, che vantavano una media del 9,7%, ma molti operatori sono più che soddisfatti di questo 2017, visto il crollo dei prezzi già avviato nel 2016 e che ha messo sotto pressione la redditività soprattutto dei produttori occidentali. Questa precipitazione dei prezzi non accennerà ahinoi a diminuire, quindi la maggioranza dei produttori di videosorveglianza dovrà rivedere le proprie strategie. Secondo Memoori la domanda di prodotti per il mercato enterprise salirà sempre più di livello, con richieste di integrazione sempre più spinta sia tra tecnologie di sicurezza sia con tecnologie extra sicurezza (BAS, IT). La spinta verso la specializzazione dovrebbe portare il video a 22,78 miliardi di dollari nel 2022.

LE DIMENSIONI CONTANO

Le sfide tecniche e commerciali che attendono il comparto avranno delle ripercussioni anche sulle strutture aziendali. La principale preoccupazione è come recuperare marginalità in questa corsa al bottom price. Il gap fra i big del mercato e le centinaia di piccoli e frammentati player del settore si allarga sempre più: al contempo i margini si comprimono, aumentando la dimensione finanziaria richiesta per operare con profitto. Ciò che è già una realtà nella videosorveglianza, dove la polarizzazione sui grandi player con enormi disponibilità finanziarie è ormai consolidata, secondo Memoori si verificherà entro i prossimi cinque anni anche nel controllo accessi e nell’antintrusione. L’assoluta dominanza cinese è del resto frutto di una strategia che ricerca la quota di mercato, più che il margine: un processo che appare ormai irreversibile.

RICETTA PER LA SOPRAVVIVENZA

Come rispondere ad un mercato che vede i dispositivi video sempre più come commodity? Si può cercare di realizzare grandi volumi nel mercato PMI o focalizzarsi sul prestigio del brand nel mondo enterprise, o (magari!) entrambe le strategie. Peccato che, secondo Memoori, da qui al 2022 non più di cinque aziende potranno pensare di affermarsi in entrambi i settori. Colossi come Axis, Avigilon, Bosch, Panasonic e Hanwha sono attualmente nelle condizioni di ridurre i margini abbastanza da conservare quote di mercato, ma per aumentarle dovranno investire in innovazione e garantire un migliore Total Cost of Ownership. Questo però implica che dovranno aumentare le risorse finanziarie (cosa non semplice, soprattutto in un’ Europa afflitta da scarsa liquidità). Alcune aziende hanno adottato negli anni una strategia di sviluppo del marchio con soluzioni end-to-end concentrate su alcuni mercati verticali e hanno stretto alleanze con aziende che forniscono altri servizi BAS. Fusioni e acquisizioni fra i principali produttori occidentali potrebbero essere un’altra strada per contrastare l’avanzata cinese, ma nel breve termine potrebbero allargare ancora di più il divario tra oriente e occidente. La specializzazione in diversi mercati verticali è sicuramente una strategia per il successo, in particolare ora che l’IoT comincia a trainare anche il building, ma potrebbe indurre le aziende a vendere direttamente all’utente finale e a diventare system integrator nei momenti di massima richiesta.

MINACCIA O OPPORTUNITÀ?

Altri fattori stanno rivoluzionando lo scenario di settore: Cyber Security, Deep Learning, Intelligenza Artificiale, Big Data, IT e IoT. Rimanere aggiornati su questi temi e sulle loro interazioni con il comparto è complesso ma renderà questa industria più competitiva... e sempre più interessante.

La versione integrale dell’articolo riporta grafici, box o figure, per visualizzarle apri il pdf allegato.  



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