di Annalisa Coviello
Il futuro di un’infrastruttura sicura passa, oggi, da quello che viene definito AcaaS - Access Control as a Service, che combina i vantaggi del Software as a Service (SaaS) con i dispositivi di controllo degli accessi. Si tratta, di solito, di soluzioni basate su cloud che controllano l’accesso da remoto e eseguono il backup e l’archiviazione dei dati in modo sicuro, fornendo registrazioni permanenti di chi è entrato in aree o sistemi controllati.
ACaaS offre agli amministratori la possibilità di gestire il sistema e rivedere i log in qualsiasi momento e ovunque, tramite un comune browser Web, e consente la gestione di tutte le facilities, anche di un’azienda con più sedi, da una posizione centrale. È più facile aggiungere utenti e modificare le autorizzazioni: alcuni sistemi consentono anche di utilizzare gli smartphone per verificare l’accesso alla propria identità.
Più cloud computing, più AcaaS
Markets and Markets prevede che la crescente adozione di sistemi di sicurezza basati su IoT con piattaforme di cloud computing alimenterà la crescita del mercato ACaaS, con un CAGR più elevato tra il 2024 e il 2029. Le ragioni sono molte. Ad esempio, le aziende del settore retail affrontano quotidianamente diverse sfide, tra cui il controllo degli accessi e la prevenzione di incendi e incidenti. I retailer sono sempre alla ricerca di soluzioni che soddisfino le mutevoli esigenze del mercato e aumentino al contempo l’efficienza delle loro operazioni. La combinazione di dispositivi di controllo degli accessi e ACaaS tramite il cloud permette di avere nuove funzionalità, consentendo ai retailer di applicare tecnologie intelligenti per rendere i processi sempre più efficienti e per affrontare sempre nuove sfide. Saranno questi fattori a guidare la crescita del retail.
I trend in numeri
Il grafico 1 evidenzia come, nel periodo che va dal 2022 al 2027, il CAGR dell’intero settore ACaaS il CAGR crescerà ad un ritmo del 16.4%, raggiungendo quota 2.2 miliardi di dollari nel 2027. Questa crescita è dovuta al numero sempre maggiore di infrastrutture “smart”, che quindi possono utilizzare sistemi di controllo accessi sempre più avanzati. Ad esempio, nel Nord America, è proprio l’impiego sempre più massiccio di sistemi di sicurezza basati sull’IoT e sul cloud computing a favorire la crescita dell’ACaaS. A ciò bisogna aggiungere la sempre più rapida urbanizzazione dei paesi emergenti e il fatto che il target commerciale già dal 2021 abbia iniziato ad utilizzare il controllo accessi “as a Service”, diventando, come si può vedere dal grafico 2, il vero “traino” del settore.
Killer applications
Ma vediamo quali sono le tecnologie e i dispositivi che guidano l’avanzata dell’ACaaS, le cosiddette “killer applications”. Partiamo dalle telecamere con analisi video, che possono funzionare come sistemi di controllo, consentendo l’accesso di un utente alla volta. Ciò elimina il rischio che personale non autorizzato entri senza permesso: proprio l’adozione di telecamere di analisi video migliora il livello di sicurezza offerto dal controllo degli accessi e offre un valore più alto all’investimento. Sempre rimanendo sulle telecamere, quelle cloud-based (ma non solo loro) permettono in genere di integrare videosorveglianza, controllo degli accessi e altri sistemi in un’unica piattaforma. Un sistema integrato riduce i costi complessivi di installazione, gestione e manutenzione. I sistemi di sicurezza cloud-based utilizzano telecamere IP, rendendoli ideali per applicazioni residenziali e per le PMI.
Integrazione
Ma è come sempre l’integrazione ad essere la vera chiave di volta. Infatti, se le telecamere e i sistemi di controllo degli accessi vengono ulteriormente integrati con l’IoT che è presente nei cosiddetti oggetti “smart”, gli utenti finali possono essere avvisati in tempo reale in caso di intrusione e non solo: sarà possibile, in qualsiasi momento e dovunque, tenere traccia di chi entra.
In questo settore rivestono poi particolare importanza le soluzioni biometriche senza contatto, che utilizzano principalmente tecnologie come il riconoscimento dell’iride, il riconoscimento facciale o il riconoscimento vocale. Dopo la pandemia, siamo infatti diventati tutti più diffidenti nel “toccare” cose e oggetti da condividere. Per questo, anche passata l’emergenza sanitaria che aveva reso queste soluzioni obbligatorie, aziende e persone favoriscono l’adozione di sistemi biometrici contactless ed e-transazioni finanziarie sicure. Il mercato del riconoscimento facciale sta non a caso registrando un aumento della richiesta (quanto meno nelle latitudini nelle quali non si ravvisano implicazioni di privacy o gestione dei dati). Stesso trend (anche geografico) si registra per l’intelligenza artificiale, la visione artificiale e le tecnologie di deep learning, che consentono di abbinare le immagini delle telecamere con quelle di sistemi e database di riconoscimento facciale complessi. I sistemi di controllo degli accessi basati sul riconoscimento facciale hanno iniziato a utilizzare immagini migliorate alimentate da telecamere più performanti, elaborazione su chip, edge computing, riconoscimento facciale 3D e algoritmi a reti neurali. Questi sistemi svolgono un ruolo chiave nel guidare il mercato delle telecamere di riconoscimento facciale per il controllo degli accessi. Gestione dell’identità, controllo delle frontiere e sicurezza nazionale e militare sono le principali applicazioni governative per queste tecnologie.
Sicurezza proattiva
Il fulcro della questione resta quindi l’incremento della domanda di sistemi di sicurezza proattivi e completi che rafforzano il controllo accessi, il monitoraggio TVCC e la protezione antincendio. Man mano che il mercato della tecnologia AI diventa più maturo, il monitoraggio TVCC viene automatizzato, in quanto può analizzare sia i video registrati sia quelli live per il rilevamento, la classificazione e il tracciamento di oggetti predefiniti. In questo modo, è possibile individuare in modo proattivo gli eventi dai video in diretta ed estrarre informazioni rilevanti dai video registrati. Ad esempio, una telecamera che rileva un incidente può attivare un allarme chiedendo al personale di sicurezza di controllare il feed live. Sistemi, e tecnologie, quindi, non più futuribili, ma ben reali e in grado di imprimere una svolta decisiva al mercato dell’ACaaS… così come a tanti altri.
La versione integrale dell’articolo riporta gli interventi dei professionisti, per visualizzarle apri il pdf allegato.
La cybersicurezza dei sistemi di videosorveglianza
Corso riconosciuto da TÜV Italia
Corsi in programmazione riconosciuti per il mantenimento e la preparazione alla certificazione TÜV Italia
WebinarScenari, tecnologia e formazione sulla sicurezza in formato audio