martedì, 20 febbraio 2024

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Falsi allarmi? Cattivo professionista!

08/02/2024

di Giovanni Villarosa - Laureato in Scienze dell’Intelligence e della Sicurezza, esperto di Sicurezza Fisica per Infrastrutture, CSO e DPO,membro del comitato tecnico-scientifico del CESPIS, Centro Studi Prevenzione, Investigazione e Sicurezza

Installazione for Dummies chiude il 2023 occupandosi di una tematica spinosa e affrontata più volte nei diversi tavoli tecnici attivati all’ultima edizione della fiera SICUREZZA: i rischi dei falsi allarmi nei sistemi di sicurezza. Intendiamoci, i falsi allarmi nel settore della sicurezza integrata non rappresentano una nuova malattia generata dalla forte spinta tecnologica: in realtà sono una patologia “congenita” trasmessa dal professionista direttamente all’impianto realizzato. Il grado di incisività (e pericolosità!) dei falsi allarmi è infatti direttamente proporzionale al grado di impreparazione professionale del tecnico installatore: più “scarso” è il professionista e più “grande” sarà il falso allarme.

Per diversi motivi, gli allarmi impropri prodotti dai sistemi antintrusione, antincendio, controllo accessi, videosorveglianza rappresentano un grosso grattacapo per qualsiasi organizzazione aziendale, ancor di più per i professionisti installatori. Primariamente però va sottolineato un fatto: per qualsiasi azienda l’interruzione ripetuta delle attività costerà tempo e denaro; inoltre la serialità di ripetuti falsi allarmi può potenzialmente “desensibilizzare” il personale alla risposta alle emergenze, riducendo contestualmente il loro senso di urgenza nell’abbandonare, ad esempio, certe aree in caso di un evento criminogeno, piuttosto che al manifestarsi di un reale evento di incendio.

Sistemi affidabili

Spesso, il falso allarme si materializza con un’errata segnalazione generata dal sensore di movimento, la tecnologia di rilevazione più critica dell’impianto antintrusione, che interpreta erroneamente come pericoloso un evento che di fatto non è: il cosiddetto “falso positivo”. Dunque, un sistema di sicurezza che produce continui falsi allarmi non è un impianto affidabile, perché è la precisione della segnalazione del pericolo ciò che differenzia un buon sistema da uno inaffidabile.

Professionisti affidabili

Generalmente tre sono le componenti che caratterizzano l’affidabilità di un sistema: una è rappresentata dalla componente tecnologica (apparati, sensori, software, etc), l’altra dai fattori ambientali (morfologia e climatologia dei luoghi), ma è la componente umana (ossia la competenza del professionista) a giocare il ruolo più impattante nella catena generativa delle false segnalazioni. In ogni progetto di sicurezza l’installatore farà sempre, e solo lui, la differenza rispetto alle tecnologie impiegate, perché se queste falliscono o se non rispondono efficacemente al funzionamento preposto, evidentemente egli non sarà stato in grado di elaborare una corretta progettazione, con relativa scelta delle apparecchiature; oppure avrà sbagliato l’installazione o entrambe le cose.

Il ruolo chiave del professionista 

Peraltro, le probabilità che una falsa segnalazione si attivi in maniera automatica, anche a seguito di un guasto o per semplice malfunzionamento, con l’attuale affidabilità tecnologica dei prodotti, sono pressoché ridotte allo zero; ecco perché  la fase progettuale dell’impianto, ancor prima dell’installazione in campo, rimane la più delicata: perché è qui il professionista delinea l’architettura definitiva degli impianti e la scelta dei componenti più adatti da utilizzare per raggiungere due obiettivi fondamentali. Ossia: l’efficacia della funzionalità (protezione antintrusione) e l’efficienza dell’impianto (evitare falsi allarmi). 

I danni dell’inaffidabilità

Oltre a ciò, non va mai dimenticato che le false segnalazioni creano comunque un problema finanziario alla proprietà committente, perché generare un qualsiasi allarme improprio non impatterà solamente sulla sospensione temporanea dell’attività produttiva, ma in taluni casi porterà allo spegnimento di macchinari/linee di produzione particolari, concatenati a procedure di sicurezza (security-safety) che impongono, in situazione di allarme/emergenza, l’immediato sezionamento dell’alimentazione elettrica con il sequenziale blocco operativo. Peraltro, quando la segnalazione di una possibile emergenza arriva ai servizi di soccorso, questi, per rispondere ad un “falso positivo” non saranno in grado poi di rispondere a chiamate di soccorso reali.

Formare le risorse umane

Tuttavia, oltre ad una corretta progettazione/realizzazione dei sistemi, deve seguire una mirata formazione (policy aziendali e procedure operative) delle risorse umane, per ridurre al minimo la probabilità di intempestive e false segnalazioni di allarme, condizioni queste, vantaggiose nel poter contestualizzare rapidamente tutte le segnalazioni inviate dai diversi dispositivi in campo. 

Dati finali

Mitigare i falsi positivi è compito del professionista della sicurezza. Recenti studi di settore hanno dimostrato che il 90% delle segnalazioni di allarme gestire dalle centrali operative sono falsi positivi, imputabili nella stragrande maggioranza dei casi a cattive scelte progettuali, sensoristica inidonea, errata installazione/taratura delle apparecchiature. Quindi: l’affidabilità di un sistema di sicurezza è direttamente legata alla tipologia e alla qualità della componentistica hardware e software, alla sua corretta installazione e taratura, e non ultimo, ad un efficace programma di manutenzione. 



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