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Smart City: reti e sensori che migliorano la vita

20/09/2022

di Giovanni Villarosa - Laureato in Scienze dell’Intelligence e della Sicurezza, esperto di Sicurezza Fisica per Infrastrutture, CSO e DPO,membro del comitato tecnico-scientifico del CESPIS, Centro Studi Prevenzione, Investigazione e Sicurezza

La creazione di una Smart City rappresenta, nell’immaginario collettivo, un esempio molto affascinante nella complessa applicazione di quella rivoluzione tecnologica conosciuta come digital transformation, ovvero, quel processo ambizioso composto da molteplici fattori distinti, tra i quali l’innovazione infrastrutturale, l’efficientamento energetico, la mobilità.

L’innovazione tecnologica proposta dai mercati verticali dedicati allo sviluppo delle Smart City è evidenziata da diverse aree specialistiche, ben rappresentate dall’iperconnettività delle reti Telco 5G e dal perimetro sensoriale IoT supportato dall’intelligenza artificiale che alimenta il contenitore dei big data, tanto per citarne alcune. Peraltro, le quote del mercato Tech rappresentate dalle città smart nel 2019 (2020/2021 sono stati di lockdown, dunque non conteggiati) hanno raccolto un fatturato globale che si è attestato intorno ai 50 miliardi di dollari, con una previsione di crescita per il prossimo decennio pressoché triplicata, con una cifra che si aggirerà intorno ai 170 miliardi USD.

Driver tecnologici

Dunque Smart city significa fondamentalmente reti wireless, connessioni ultra veloci 5G, sviluppo di infrastrutture pubbliche intelligenti, laddove tutti i devices connessi si scambieranno on time informazioni e dati, generando una considerevole quantità di informazioni vitali per il buon funzionamento di tutti i servizi pubblici (mobilità, scuola, sanità, turismo, servizi pubblici, fiscalità, etc), ma soprattutto importanti per la stessa sicurezza urbana.

Sicurezza e viabilità

In tale settore si dovranno gestire reti di videosorveglianza, sia pubbliche che private, sempre più complesse e integrate, che consentiranno di vivere in spazi più sicuri e vigilati; strategico per questi sistemi video sarà l’impiego dell’intelligenza artificiale, così come nella mobilità, utilizzando i dati geospaziali (GPS) per migliorare la gestione dei flussi di traffico veicolare. Però l’efficace gestione di un traffico smart necessita di una viabilità digitalizzata, regolata da semafori intelligenti inseriti un network stradale con un alto livello di integrazione IoT. L’esempio più immediato è rappresentato appunto dai sistemi (software e hardware) di videosorveglianza, che ben disegna queste evoluzioni promosse dai mercati in tema di sicurezza urbana, sistemi impiegati per videosorvegliare il patrimonio pubblico, le aree fortemente degradate, le discariche dei rifiuti, i quartieri soggetti a microcriminalità diffusa. 

Traffico e controllo accessi

Ma non solo, perché sul tema le tecnologie video sono massicciamente impiegate da tutte le amministrazioni locali anche in altri ambiti, come la gestione dei varchi ZTL, o per il rilevamento dell’andamento dei flussi di traffico, in modo tale da trovare possibili soluzioni logiche alla congestione veicolare stradale; infatti, i potenti algoritmi contenuti nei software gestionali, grazie proprio ai dati raccolti dalla dai sensori/lettori video in campo,  possono modellare possibili soluzioni real time, di percorsi cittadini alternativi. Ma non è tutto, perché le stesse soluzione software sono potenzialmente utili anche nel gestire tutti i dati provenienti dai sistemi di lettura targhe, informazioni necessarie per l’accertamento delle infrazioni al codice della strada o per gestire funzionalità di statistica ed indagine dei veicoli transitati sul territorio, fornendo peraltro supporto alle attività di prevenzione messe in campo dalle Forze dell’Ordine.

Pro e contro

Ebbene, il futuro del mercato globale di questo settore è in piena crescita, basti solo pensare che all’interno  delle nascenti città digitali si prevedono nei prossimi 5 anni oltre 1,5 miliardi di device interconnessi: sensori video, sensori che misureranno la salubrità dell’acqua e dell’aria, la quantità di smog, illuminazione intelligente, gestione intelligente del traffico e dei parcheggi, automazione dei trasporti. Insomma, i nostri centri urbanizzati diventeranno luoghi sempre più digitalizzati, un fattore che aumenterà favorevolmente la qualità della vita, ma di contro, esporrà negativamente tutte le infrastrutture ad attacchi informatici, come ad esempio gli attacchi Denial of Service, o quelli di tipo ransomware, infezioni logiche in grado di paralizzare la moltitudine dei sistemi essenziali, necessari al funzionamento dei servizi collettivi. Ecco perché una città sarà davvero Smart solo se sarà contemporaneamente Safe. Considerazione che la dice lunga sul perché la sicurezza logica deve essere affiancata da un’architettura basata principalmente su un’efficiente sicurezza fisica.

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