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GFT partner dell’ABI Lab Forum 2018: l’utilizzo sostenibile dell’Intelligenza Artificiale

24/03/2018

MILANO - Nei prossimi giorni, a Milano - 27-28 marzo 2018, presso lo Spazio Eventiquattro (Via Monte Rosa, 91) - avrà luogo la 14ma edizione dell’ABI Lab Forum 2018, “La banca 4.0 – Oltre la trasformazione digitale”, di cui GFT Italia sarà uno dei partner. L’evento, patrocinato dall’Agenzia per l’Italia Digitale, vedrà rappresentanti di banche, istituzioni, aziende ICT e università, incontrarsi e discutere sullo stato dell’arte e sull’evoluzione della digitalizzazione dei processi, delle tecnologie applicate nelle realtà finanziarie e della cultura dell’innovazione nelle diverse organizzazioni.

L'attenzione sarà in particolare puntata sulle nuove frontiere dell’Intelligenza Artificiale, della robotica e del cognitive computing, quali fattori chiave per il cambiamento nelle banche, con la creazione di sistemi in grado di adattarsi, imparare e rispondere automaticamente, reinventando nuovi modelli di business.

La sessione mattutina del 28 marzo sarà dedicata ai Case Study. Franco Saracco, Sales Executive Director, GFT Italia, proporrà un intervento dal titolo “L’utilizzo sostenibile dell’Intelligenza Artificiale (IA) a supporto della GDPR”, in cui evidenzierà alcuni punti di interesse sull’utilizzo di tecniche e strumenti basati su IA con particolare riferimento a quanto richiesto dal GDPR.

Maggiore sicurezza, maggiore efficienza

È indubbio che gli istituti bancari abbiano interesse a migliorare l’efficienza di un’ampia serie di attività (quali il calcolo del rating, la profilazione dei clienti attuali e potenziali, l’identificazione della qualità dei crediti, la pianificazione delle campagne di marketing, la personalizzazione dei servizi bancari) così come è ormai assodato che i migliori risultati in questi ambiti non derivino da trattamenti di dati personali basati sull’utilizzo di correlazioni identificate manualmente, ma dall’impiego di processi decisionali/predittivi svolti da quella che chiamiamo IA. Quindi si può affermare che la necessità di una maggiore "competitività" si coniuga con la disponibilità di risposte tecnologiche innovative, che devono essere tuttavia giuridicamente sostenibili alla luce del Regolamento europeo in materia di dati personali n. 679 del 2016 (GDPR).

Con l’entrata in vigore del GDPR, infatti, le banche devono rendere trasparenti i processi di profilazione degli utenti e le modalità in cui i dati degli stessi vengono archiviati e trattati. Le norme del GDPR, impongono, inoltre, al titolare di comunicare all’interessato informazioni significative rispetto alle logiche utilizzate, le quali non si riferiscono al risultato del processo di decisione o alla mera disclosure di parti del codice sorgente. Esse attengono piuttosto alle variabili e ai “pesi” che il sistema utilizza per determinare una decisione.

L’obbligo presuppone, da una parte, la piena conoscibilità di queste logiche poiché soltanto una piena cognizione di queste ultime consente poi al titolare o all’osservatore terzo di valutare se le informazioni effettivamente comunicate siano significative; dall’altra, la possibilità di comunicarle in modo comprensibile a tutti, poiché la norma è posta a tutela di una completa informazione di un qualsiasi interessato e non di un tecnico del settore.

Qui interviene l’Intelligenza Artificiale: tramite meccanismi di reverse engineering e tecniche di machine learning, caratteristiche distintive dell’approccio GFT (che si basa sulla piattaforma Rulex), è possibile astrarre le regole e i modelli, facilmente interpretabili e leggibili sia dai soggetti sia dal legislatore.

“Grazie all’Intelligenza Artificiale, il percorso verso la conformità alla normativa sarà sicuramente semplificato e accelerato soprattutto se basato su algoritmi “Clear Box”, ovvero facilmente spiegabili attraverso semplici regole di business. Non solo: la tecnologia consente di migliorare contemporaneamente la profilazione dei clienti. Di conseguenza, con una conoscenza più approfondita del cliente, la banca sarà in grado di indirizzare più precisamente le esigenze e proporre un’offerta di prodotti e servizi su misura. Il GDPR, in ultima analisi, si traduce quindi in opportunità di business”.

 

 

 

 

 

 



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