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La Toscana fa fronte comune per promuovere lo sviluppo delle smart cities

26/01/2018

MILANO - Con l'obiettivo di superare la frammentarietà amministrativa che rischia di bloccare progetti cruciali in tema di smart cities, è stata siglata due settimane fa l’intesa tra Regione Toscana, Anci e Confservizi Cispel Toscana. Per la promozione e lo sviluppo delle città intelligenti, l’accordo coinvolge per ora la metà dei Comuni capoluogo: Firenze, Prato, Pisa, Grosseto e Siena. Potranno siglare l’intesa altre città toscane (capoluogo e non), ma anche aggregazioni territoriali e piccoli comuni che potranno usufruire dei servizi digitali.

La Toscana sta compiendo passi avanti in tema di innovazione. Con la banda larga che copre tutto il territorio regionale, e l’ultralarga che sta arrivando, si prepara a implementare la diffusione di servizi per avere città sempre più intelligenti. Per fare questo deve essere in grado di diffondere su tutto il territorio quello che le città più grandi stanno già facendo. Andranno definite linee guida e standard di servizio valide per tutta la regione, proponendo queste buone pratiche, partendo dal censimento dei progetti e dei servizi in essere nelle diverse città.

Tra sicurezza e mobilità

Al protocollo potranno aderire anche università e centri di ricerca e tra le prime azioni individuate, oltre alla stesura delle linee guida e del censimento dei servizi, c’è la definizione di un piano operativo composto da un primo gruppo di progetti di smart city da realizzare nei Comuni in collaborazione con le società̀ partecipate e da coordinare a livello regionale, l’affidamento alle società partecipate responsabili dei progetti per lo sviluppo operativo e industriale delle smart cities e l’analisi e l’individuazione delle possibili fonti di finanziamento, nazionali ed europee.

In base all'indagine svolta dall’Osservatorio Internet of Things della School of Management del Politecnico di Milano, la città intelligente in Italia è ancora in fase di test. Il 48% dei comuni italiani ha già avviato almeno un progetto Smart City negli ultimi tre anni, una quota rilevante ma la maggior parte delle iniziative – il 63% del totale – risulta ancora in fase sperimentale.

Tre comuni su quattro prevedono nuovi progetti per rendere le città “intelligenti” ma risulta difficile estendere le sperimentazioni all’intero territorio cittadino e integrarle in una strategia di lungo termine. Negli ultimi tre anni le iniziative di Smart City si sono concentrate soprattutto su illuminazione intelligente (nel 52% dei comuni), servizi turistici (43%), raccolta rifiuti (41%), mobilità (gestione del traffico 40%, gestione parcheggi 33%) e sicurezza (39%). Per il prossimo anno si continueranno a orientare su questi ambiti, ad eccezione di un netto calo dell’attenzione verso i servizi turistici (indicati solo dal 12% dei comuni).

Anche se si assiste a un processo positivo, l’Italia delle Smart City non ha ancora compiuto il salto di qualità in termini di maturità dei progetti. Gli ostacoli principali sono rappresentati  dalla mancanza di risorse economiche (individuata dal 71% dei comuni) e dalla mancanza di competenze (61%). A questo si deve aggiungere il problema trasversale della governance, a causa dell’alternarsi di amministrazioni diverse in pochi anni e della moltitudine di attori proprietari degli asset sul territorio. Rendere i progetti economicamente sostenibili diventa quindi più difficle e la maggior parte dei comuni deve fermarsi dopo la prima fase.

(Fonte: Corriere Comunicazioni)

 

 

 



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