ROMA - É la sicurezza una delle priorità delle banche italiane alla voce "investimenti ICT". Sicurezza che deve essere potenziata, accanto all'impegno a rendere i servizi al cliente sempre più efficienti e nuovi nei contenuti. É uno dei dati emersi dall'analisi effettuata dal rapporto annuale sullo "Scenario delle tecnologie in banca" di ABI Lab, il Consorzio per la Ricerca e l'Innovazione per la Banca promosso dall'Associazione Bancaria Italiana. I dati riferiti al 2009 parlano di circa 5,5 milardi di euro investiti complessivamente dalle banche italiane in ICT, in calo del 16% circa rispetto all'anno precedente. Oltre a risorse destinate agli interventi di ottimizzazione e riduzione dei costi, al completamento dell'integrazione dei sistemi informatici a seguito delle fusioni avvenute negli scorsi anni, le banche hanno finalizzato parte degli investimenti allo snellimento dei processi di erogazione dei servizi, in parte alla compliance (il 21%), mentre il 10% delle risorse erogate ha riguardato questioni inerenti la sicurezza, in particolare quella dei canali remoti, sia sul lato banca sia sul versante cliente. Una percentuale degli investimenti si è riferita agli adeguamenti normativi: l'allineamento ai requisiti di Basilea, l'implementazione della direttiva europea sui pagamenti PSD e le attività di business continuity e disaster recovery. Uno sguardo, per concludere, alle previsioni di spesa formulate dalle banche sul budget ICT 2011: l'indagine ABI Lab evidenzia una certa stabilità, con oltre la metà delle banche che non pensa di allontanarsi molto rispetto al 2010 e circa un quarto che prevede invece di incremenatre gli investimenti destinati alla tecnologia.
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