Con il DPCM del 22 aprile 2026, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 6 maggio, l’Italia si è dotata per la prima volta di una Strategia di Sicurezza Nazionale, colmando una lacuna che la distingueva dagli altri Paesi del G7. Il documento introduce un piano strategico triennale finalizzato a prevenire e contrastare minacce tradizionali, cyber e ibride, rafforzando la capacità di risposta del sistema Paese.
Il provvedimento ridefinisce inoltre il ruolo del CISR, che assume funzioni centrali di coordinamento politico-operativo e gestione delle crisi nazionali, con un approccio integrato tra istituzioni, intelligence e autorità competenti.
Per il settore della sicurezza privata si tratta di un cambio di paradigma significativo: la sicurezza nazionale non viene più considerata esclusivamente una competenza dello Stato, ma una responsabilità condivisa con operatori privati e gestori di infrastrutture critiche. In questo contesto, i Security Manager saranno chiamati a svolgere un ruolo sempre più strategico nella protezione degli asset e nella resilienza organizzativa, attraverso una collaborazione più stretta tra pubblico e privato.
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