L'ultimo rapporto Genetec evidenzia un paradosso: in Italia gli incidenti di sicurezza crescono meno che nel resto d’Europa, ma risultano più critici. Solo il 17% delle organizzazioni segnala infatti un aumento degli attacchi nel 2025 (contro il 33% europeo), ma il 67% ha subito compromissioni di credenziali, ben oltre il 25% dell'UE. Restano elevati anche i fenomeni di DDoS (55% vs 30%) e phishing/smishing (55%).
Il nodo principale è l’identità digitale, il tutto mentre le imprese accelerano sul rinnovamento tecnologico. Il 72% punta a sostituire sistemi legacy per integrarli con nuove tecnologie; seguono accesso a funzionalità avanzate (63%), compliance (44%) e piattaforme unificate (42%). L’adozione dell’AI è in crescita: il 14% l’ha già implementata, soprattutto per analisi di videosorveglianza e automazione degli eventi. Il 44% guarda a capacità predittive, sopra la media europea. Tuttavia, pesano timori su uso dei dati (34%) e carenza di competenze (17%). La compliance incide più che altrove (37% vs 28% UE), confermandosi leva di investimento.
Per trasformare l’AI in uno strumento realmente abilitante non basta integrare tecnologie: per gli esperti di Genetec, serve proteggere nativamente identità e accessi. Le piattaforme unificate di sicurezza fisica sono la chiave.
La cybersicurezza dei sistemi di videosorveglianza
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