Il decreto attuativo di Transizione 5.0/Iperammortamento 2026, firmato a maggio 2026, esclude dai benefici fiscali le soluzioni software in cloud e SaaS (Software as a Service), privilegiando l'acquisto di licenze "on-premise". L’esclusione del cloud dal nuovo iperammortamento 4.0 rischia di frenare la digitalizzazione delle imprese italiane, con effetti particolarmente pesanti per le PMI. È l’allarme lanciato da Anitec-Assinform, aderente a Confindustria, che denuncia la discontinuità rispetto all'impostazione dei fondi 4.0 dal 2019 a oggi e l'impatto irrisorio sul bilancio pubblico.
Secondo Anitec-Assinform, le attuali regole non includono le soluzioni software in cloud erogate in modalità “as-a-service”, basate su canoni. Una scelta in contrasto con il mercato: oggi circa l’80% dei servizi cloud viene adottato proprio con questo modello. Il tema è cruciale anche per la sicurezza fisica: piattaforme di videosorveglianza, controllo accessi e gestione allarmi sono sempre più basate su cloud, che garantisce aggiornamenti continui, scalabilità e integrazione con tecnologie avanzate come cybersecurity e intelligenza artificiale. Escludere il cloud dagli incentivi significa quindi penalizzare anche l’adozione di strumenti ormai essenziali per la protezione di infrastrutture e aziende, soprattutto per le realtà più piccole che trovano nel modello a canone l’unica soluzione sostenibile.
In Senato sono in discussione emendamenti al Decreto Fiscale per reinserire il cloud tra i beni agevolabili: una correzione essenziale per non rallentare innovazione e sicurezza.
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