La sicurezza informatica è la priorità per i prossimi 12 mesi dell’81,5% delle aziende italiane, anche a causa degli adeguamenti richiesti da NIS2 e DORA. È quanto emerge dalla ricerca “IT Evolution 2025”, realizzata su iniziativa di Deda Tech, il Managed Cloud & Security Service Provider di Dedagroup, da NetConsulting Cube.
Tra i trend emersi, la migrazione al cloud ancora in fase intermedia. Prevale l’on-premises tradizionale, che ospita il 37% dei carichi; seguono il private cloud on-premises (21%) e il public cloud (23%), che dovrebbe crescere al 27% nei prossimi due anni. Le applicazioni non critiche sono già migrate al cloud nell’88% dei casi, mentre le applicazioni business-critical restano ancora in larga parte on-prem.
Guardando all’AI, la qualità e la coerenza del dato restano una delle principali sfide per la sua adozione. La difficoltà di integrare dati provenienti da sistemi eterogenei limita la capacità di ottenere insight affidabili e riduce l’efficacia dei modelli predittivi e generativi. L’AI emerge inoltre come fattore di rischio cyber: il 25,6% delle aziende indica l’adozione interna dell’AI come potenziale vulnerabilità, mentre il 13% teme il suo utilizzo da parte degli attaccanti.
In tema di cybersecurity, il 70% delle aziende adotta un framework strutturato per la gestione del rischio, ma la protezione è ancora basata principalmente sulla formazione del personale (60%) e sui modelli di risk management (61%). Gli asset più critici? Le identità digitali e la gestione degli accessi, la continuità operativa e la digitalizzazione dei processi.
La cybersicurezza dei sistemi di videosorveglianza
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