lunedì, 20 maggio 2024

Cyber Security

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Disegno di legge del Governo su rafforzamento cybersicurezza nazionale: necessari fondi

26/04/2024

Il limite principale del disegno di legge del Governo (C. 1717) sul tema del rafforzamento della cybersicurezza nazionale è rappresentato dal fatto che non siano previsti nuovi fondi pubblici a supporto dei soggetti interessati a conformarsi agli obblighi previsti

Il testo è ora sottoposto all'esame presso le Commissioni Affari costituzionali e Giustizia della Camera. Le amministrazioni pubbliche interessate provvedono - come si esprime il testo varato dal Governo - all’adempimento delle disposizioni della presente legge con le risorse umane, strumentali e finanziarie disponibili a legislazione vigente.

Il disegno di legge anticipa alcune misure previste dalla Direttiva NIS2, come per i Comuni con la popolazione superiore ai 100mila abitanti, ai Capoluoghi di Regione, alle ASL (tra le più colpite dai crimini informatici) alle in-house, ma non prevede fondi specifici da destinare ai soggetti chiamati a conformarsi ai nuovi obblighi. Un esempio: saranno obbligati a notificare senza ritardo il cyber attacco subìto all’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN), così da attivare un’immediata reazione. Qualora non venga rispettato, questo obbligo è seguito da un richiamo iniziale e da una sanzione comminata dalla stessa ACN che può variare da 25mila a 125mila euro.

Il disegno di legge in esame introduce anche il Referente per la Cybersicurezza, per ottenere una comunicazione rapida e competente tra le PA e l’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale, anche se senza una quota cyber ad hoc le PA saranno in difficoltà ad attrarre professionisti della cybersicurezza per ricoprire questo ruolo.

Eugenio Santagata (Chief Public Affairs & Security Officer, TIM – Chairman & CEO, Telsy) ha lanciato quella che soltanto in apparenza è una provocazione: "In Italia è necessario un Pnrr per la cybersecurity. Senza soldi, la cybersecurity vera non si fa. Nel ddl si parla di invarianza di risorse. Non abbiamo nulla da invidiare a nessun altro ma servono tantissime risorse. L’invarianza di risorse ci fa fare pochi passi in avanti sul piano sostanziale".

A breve un avviso pubblico di 100 milioni

Proprio su questo delicato tema, il direttore generale dell’ACN Bruno Frattasi ha voluto sottolineare: “Noi abbiamo messo a disposizione con l’avviso pubblico n. 8 in una prima fase 50 milioni di euro, di cui potranno essere destinatari gli stessi enti presi in considerazione dall’articolo 1. Questo volume di risorse raddoppierà a breve perché sono stati già definiti accordi con il Dipartimento per la transizione digitale per collocare su questo avviso pubblico altri 50 milioni di euro. Sono 100 milioni di euro che riguardano un panorama soggettivo che supera di poco le 100 unità, quindi stiamo stimando di distribuire risorse pari circa a 1 milione euro per ciascuno dei soggetti che potrà accedervi”.

Per il resto - ha concluso - non posso che rimettermi alle valutazioni di organi tecnici, dal Mef, per valutare gli spazi di manovra per innervare il provvedimento di ulteriori risorse. Ovviamente, pregiudizialmente, non sono affatto contrario, anzi, nei limiti degli spazi di manovra finanziaria del Governo”.

(Fonte testo e immagine: www.key4biz.it)



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