Porti, aeroporti e stazioni ferroviarie sono considerati da sempre ambienti strutturalmente articolati, caratterizzati da estesi e multiformi perimetri, complessi volumi di traffico disomogenei per natura (persone, mezzi, merci), che richiedono attenti controlli ed elevate misure di sicurezza, in funzione dell’alto tasso di rischio a cui sono esposti, e non ultimo, per il ruolo sempre più importante che ricoprono all’interno del contesto economico e produttivo globale.
Di fatto, tali infrastrutture presentano diverse vulnerabilità sotto il profilo della sicurezza: si va dal traffico di armi ed ordigni (convenzionali e non) al traffico di stupefacenti, dall’immigrazione clandestina agli attacchi terroristici contro le infrastrutture e i vettori di trasporto (treni, navi, aerei), dall’accattonaggio molesto al borseggio/furti.
Dunque, oggi è più che mai cruciale che tali servizi pubblici operino sempre ai massimi livelli di efficienza, affidabilità safety e security, garantendo un costante e ininterrotto flusso delle attività, un deciso comfort ai passeggeri e agli avventori occasionali, ma ancor di più, assicurino una corretta salubrità dei luoghi di lavoro ai propri dipendenti.
Giovanni Villarosa - Laureato in Scienze dell’Intelligence e della Sicurezza, esperto di Sicurezza Fisica per Infrastrutture, CSO e DPO, membro del comitato tecnico-scientifico del CESPIS, Centro Studi Prevenzione, Investigazione e Sicurezza www.cespis.it - prosegue nel suo articolo questa interessante trattazione.
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