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Area archeologica di Pompei modello di tecnologie all'avanguardia

09/07/2022

Accanto alla Pompei archeologica, celebre in tutto il mondo, esiste una dimensione meno nota, quella tecnologica. Ed è questo l'aspetto che ha attirato l'interesse dell’Osservatorio Startup Intelligence -  composto da tecnologi, botanici e sociologi - del Politecnico di Milano.

Da poco l'Osservatorio ha terminato un'autentica missione, accostando 25 grandi aziende italiane che proprio a Pompei sono entrate in contatto con alcune startup del Sud con l'obiettivo di sviluppare tecnologie innovative. "La nostra vera scoperta – osserva Alessandra Luksch, direttrice dell’Osservatorio – è che Pompei, per il livello di digitalizzazione già raggiunto, rappresenta un unicum".

Ad accogliere le aziende è stato Gabriel Zuchtriegel, Direttore Generale del Parco Archeologico di Pompei. Le aziende coinvolte: ACI, Amadori, Aria Spa, Banca Mediolanum, BPER Banca, Bticino, Ferrovie dello Stato Italiane, Gruppo Enercom, Gruppo Hera, Inail, Janssen, Leonardo, MIPU, Mooney, Movyon, Parmalat, Poste Italiane, Q8, Rai Way, Smartpaper, Sogei, Terna, TIM, Unicoop Firenze, Unipolsai, tra i partner dell'Osservatorio Startup Intelligence del Politecnico di Milano.

Oltre ad ammirare gli scavi, queste realtà hanno osservato anche gli interventi tecnologici. Ricordiamo il progetto “RePAIR”, acronimo di Reconstruction the past: Artificial Intelligence and Robotics meet Cultural Heritage, la prima applicazione tecnologica d'avanguardia utilizzata per la ricostruzione fisica di manufatti archeologici, in gran parte frammentati e di difficile ricomposizione, illustrato dal prof. Marcello Pelillo, che ha coordinato il progetto ed è professore di Intelligenza artificiale all’Università Ca’ Foscari Venezia.

Come accennato, le aziende hanno incontrato sette startup. Le ricordiamo : Tobe, che permette, tramite proiettori a LED Li-Fi e contenuti multimediali direttamente dallo smartphone, di rivivere lo storico concerto che i Pink Floyd tennero a Pompei nel 1971; Develhope, software house e scuola per competenze digitali siciliana; GipsTech, che fornisce avanzate tecnologie di localizzazione indoor e le relative applicazioni; AMV Idea Lab, startup siciliana che ha realizzato un chatbot (assistente turistico virtuale) per organizzare la vacanza con l'Intelligenza Artificiale; Sense Square, che monitora e permette di analizzare la qualità dell'aria tramite l'utilizzo di diversi sensori nell'ambiente; Messagenius, un'app di messaggistica sicura enterprise; Coderblock, la piattaforma SaaS per la creazione automatizzata di mondi virtuali e metaversi.

Era inoltre presente Milestone Systems, azienda già operativa all’interno di Pompei, che ha fornito  l’infrastruttura tecnologica che mette in comunicazione le telecamere presenti all’interno dell’area.

Un esempio unico in Italia

«Negli ultimi anni il Parco Archeologico di Pompei ha conosciuto una forte accelerazione sul fronte dello sviluppo tecnologico e rappresenta un esempio di innovazione aperta unico nel suo genere in Italia – afferma Alessandra Luksch, Direttore dell'Osservatorio Startup Intelligence – Il progetto Smart@Pompei ha portato allo sviluppo e all’applicazione, all’interno del parco, di tecnologie per il controllo delle presenze, per la sicurezza, per la conservazione dei beni». Basta fare qualche esempio. La dorsale principale del sistema tecnologico integrato di Pompei è rappresentata dalla rete a fibra ottica e da una rete senza fili (wireless) realizzata mediante punti di accesso con i quali è possibile erogare servizi necessari in base alle esigenze, soprattutto in riferimento al supporto ai visitatori con disabilità. «Grazie alla tecnologia dell'Internet of Things, il sistema tecnologico integrato è modulabile e flessibile, per aggiungere in qualsiasi momento ulteriori dispositivi o componenti, sensori utili alla gestione ottimizzata e sostenibile del sito" - spiega Alberto Bruni, Responsabile Smart@POMPEI.

(Fonte testo e immagine: Il sole 24 ore)

 



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