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Una PMI su tre ha lanciato nuovi prodotti durante la pandemia

01/10/2021

Un recente studio di Kaspersky intitolato “How small businesses got through 2020-2021: Budget cuts, product launches, and new investment priorities" evidenzia come nella fase iniziale della pandemia, a marzo 2020, una delle strategie di risposta alla crisi è stata per il 30% delle piccole imprese italiane lo sviluppo di nuovi prodotti.

L'impatto negativo determinato per la maggior parte delle PMI italiane (62%) dal periodo di emergenza sanitaria ha indotto in molti casi ad adottare misure di riduzione dei costi. Anche lanciare nuove offerte e opportunità di business ha consentito alle aziende di sopravvivere. 

La capacità di rispondere adeguatamente a una crisi consente alle aziende diversi vantaggi. Secondo Steven Callander, professore di economia politica alla Stanford Graduate School of Business, "l'obiettivo è gestire una crisi come se fosse un problema di management" e sfruttarlo per “prosperare sotto i riflettori”. Durante la pandemia, le decisioni da prendere sono state complesse e le aziende hanno dovuto tenere in conto non solo le loro capacità di business, ma anche fattori esterni come lockdown, nuove regole sanitarie, un cambio radicale di stile di vita. 

Oltre al lancio di nuovi prodotti e servizi, come risposta attiva alla crisi, quasi un'azienda su cinque (18,5%) ha fatto il suo ingresso in nuovi settori di business. Per le aziende che operano in settori quali eventi, intrattenimento, arte e cultura, o anche nel settore sanitario, questo può voler dire offrire un'alternativa digitale alle attività fisiche proposte, solo per fare un esempio. 

Altre misure adottate 

Le più comuni misure anti crisi adottate dalle imprese italiane sono da segnalare i tagli al budget aziendale (37%) e quella di permettere a quasi tutti i dipendenti di lavorare da remoto (36%). Guardando ad altri provvedimenti, la maggior parte sono stati rivolti all'ottimizzazione delle spese: riduzione degli stipendi o degli orari di lavoro (27%) e riorganizzazione del budget o blocco dei piani di investimento (35%). Un'azienda italiana su venti ha dovuto adottare anche misure più severe come il licenziamento dei dipendenti (5%) o l'interruzione del pagamento delle fatture (13%). 

Anche se alcune decisioni sono state difficili da prendere, erano necessarie. Fortunatamente, il sentimento generale riguardo a come è stata affrontata la pandemia è alquanto positivo tra le piccole imprese: Il 68% ha affermato che la loro attività ha risposto bene alla situazione di crisi. Questa esperienza ci aiuterà ad affrontare meglio le sfide future, a potenziare i piani e i processi di investimento, ad andare incontro alle novità senza paura e a diventare più digitali. Inoltre, i prodotti e i servizi lanciati durante la pandemia continuano ad essere rilevanti perché le restrizioni anti-COVID-19 sono ancora in vigore e le persone continuano a seguire le abitudini digitali acquisite durante la pandemia” - ha commentato Andrey Dankevich, Senior Product Marketing Manager di Kaspersky.

 


maggiori informazioni su:
www.kaspersky.com



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