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Travel risk: ANRA lavora per uno standard univoco internazionale

15/04/2021

MILANO - La pandemia di Covid ha fatto emergere con evidenza un tema fondamentale per le aziende, spesso ancora poco considerato: quello del travel risk.

ANRA, Associazione Nazionale dei Risk Manager e Responsabili Assicurazioni Aziendali, ritiene che l’emergenza sanitaria e il dibattito in corso sull’adozione del passaporto vaccinale abbiano messo in luce una situazione critica che esiste da tempo. Le aziende non hanno ancora una consapevolezza adeguata dei potenziali impatti dei rischi di viaggio e, di conseguenza, non risultano preparate di fronte ad essi. Sono infatti prive di strumenti che possano garantire la sicurezza del dipendente all’estero, come del datore di lavoro in patria, soprattutto dal punto di vista giuridico. 

Alessandro De Felice, Presidente ANRA (in foto), sottolinea questo aspetto: “In quest’ultimo anno dominato dalla diffusione del Covid-19, di fronte al rischio di contagio le aziende si sono fortemente impegnate nel ricercare ed implementare protocolli di sicurezza, attraverso il sistema dei tamponi, dei test sierologici e delle quarantene, tuttavia una fascia di rischio è sempre rimasta. Tra i settori più esposti, troviamo ad esempio quello logistico, che non ha mai bloccato gli spostamenti per poter garantire gli approvvigionamenti: è accaduto che si siano verificati dei focolai negli hub, nonostante i rigidi protocolli applicati”.  

Le aziende italiane

Per quanto riguarda le aziende italiane, la consapevolezza in termini di gestione dei rischi di viaggio non è quella che ci si aspetterebbe da un Paese tanto votato all’export. Tra gli errori più diffusi vi è è quello di focalizzarsi solo sulla stabilità geopolitica di un paese nel mappare i rischi legati a uno spostamento. Non vengono considerati aspetti che possono incidere allo stesso modo in termini di sicurezza personale: il rischio di viaggio è infatti legato anche ad aspetti che ne regolano e influenzano la vita, e che possono essere di natura normativa, religiosa, culturale.  

A presentare le lacune maggiori sono sicuramente le PMI: nella maggior parte dei casi manca una formazione specifica sul travel risk, e i budget ad esso destinati sono insufficienti o nulli. Mancano inoltre figure come quella del Security Officer, specializzato in questa tipologia di problematiche: inevitabilmente, questo espone le aziende a rischi che, ad esempio, compagnie più strutturate non presentano”, commenta Mark Lowe, membro del working group in qualità di rappresentante di ANRA.

Uno standard internazionale sui rischi di viaggio

In assenza, dunque, di linee guida prestabilite, viene da domandarsi come possa un’azienda accertarsi di aver fatto tutto il possibile per salvaguardare i propri dipendenti. Da questo interrogativo ha preso avvio un tavolo di lavoro internazionale per la definizione di uno standard internazionale univoco sui rischi di viaggio, l'ISO31030 (Travel Risk Management), che coinvolge 165 Paesi, tra cui l’Italia.

L’Italia è molto ben rappresentata in questo progetto, e questo ci rende molto orgogliosi poiché mostra la forte volontà del Paese di colmare quelle lacune che per lungo tempo l’hanno caratterizzato. ANRA è coinvolta in prima persona nel gruppo di lavoro principale, composto da un totale di 12 persone di cui 3 italiane. Stiamo dando un forte impulso a questo standard, per cercare di creare linee guida chiare affinché le aziende possano sviluppare procedure interne per gestire i rischi di viaggio, che tengano conto anche del quadro legislativo di un Paese come il nostro, per poter essere applicate agevolmente dalle nostre imprese”, sottolinea Mark Lowe, membro del working group in qualità di rappresentante di ANRA.

In attesa di questo strumento, la strategia è quella di affidarsi il più possibile a una corretta e puntuale mappatura dei rischi, e per quanto riguarda il caso più attuale, ovvero la pandemia, è bene affidarsi agli strumenti messi a disposizione dalla scienza, dai tamponi rapidi al passaporto vaccinale, quando e nei luoghi in cui sarà disponibile. 

 


maggiori informazioni su:
https://www.anra.it/



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