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Fondazione Enzo Hruby e ATLAS per la sicurezza della Chiesa di Sant'Ambrogio a Rozzano

16/12/2020

MILANO - La Fondazione Enzo Hruby prosegue il suo impegno per la protezione del patrimonio culturale del nostro paese. Lo fa con un autentico gioiello artistico, la chiesa di Sant’Ambrogio di Rozzano (MI) risalente all’XI secolo e situata in quel lembo della Lombardia che divenne parte del disegno del Naviglio Pavese, un corso d’acqua che si snoda da Milano a Pavia.

La Chiesa - che racchiude opere importanti, tra cui affreschi attribuiti a Bernardino Luini, al Bergognone, a Morazzone e anche ad un artista di scuola bramantesca, oltre che un pregevole organo ottocentesco - è parte di quel patrimonio definito “minore” che, diffuso su tutto il territorio nazionale costituisce l’essenza e la più grande risorsa dell’Italia, accanto ai monumenti più celebri, ma che al tempo stesso è particolarmente esposto a episodi criminosi. Molto cara alla popolazione locale, la chesa è a sua volta stata oggetto di ripetuti episodi di incendio doloso, che hanno causato danni a due altari e a un leggio.

Sant’Ambrogio è stata quindi oggetto del più recente intervento di protezione sostenuto dalla Fondazione Enzo Hruby, in collaborazione con la società ATLAS di Buccinasco (MI), che ha realizzato un avanzato sistema di sicurezza e di videosorveglianza.

Un intervento innovativo e completo

L’intervento ha avuto come oggetto la realizzazione di un avanzato sistema antintrusione e di videosorveglianza che ha permesso di offrire un’adeguata protezione e un controllo costante dell’edificio e delle opere d’arte in esso contenute. Per una valida protezione antintrusione sono stati installati all’interno della chiesa rivelatori volumetrici di ultima generazione dotati dell’importante funzione antimascheramento – ovvero in grado di rilevare eventuali tentativi di manomissione dei sensori – che si attivano ogni volta che rilevano la presenza di un intruso.

Per offrire una protezione costante e sempre attiva alle opere di maggior pregio presenti nell’edificio è stata inoltre predisposto un secondo livello di sicurezza, ottenuto con sensori a tenda adeguatamente posizonati in particolari punti della chiesa, attivi anche durante l’apertura, e che quindi consentono ai fedeli e ai visitatori la fruizione del luogo tutelando al tempo stesso i suoi tesori. Al fine di ottenere una protezione ancora maggiore, è stato inoltre realizzato un avanzato sistema di videosorveglianza su rete IP composto da diverse telecamere Day&Night antivandalo che si caratterizzano per offrire un’ottima visione notturna, posizionate all’interno e all’esterno dell’edificio e in grado di offrire un controllo completo di questo luogo. Le immagini ad alta risoluzione vengono registrate su NVR e possono essere visualizzate tramite il monitor collocato nella postazione di controllo (o anche tramite app su smartphone).

Essendo la struttura soggetta ai vincoli della Soprintendenza, l’azienda di installazione ha optato per un sistema senza fili, tale da consentire di non alterare la struttura architettonica. Unica eccezione è rappresentata dal cablaggio del sistema di videosorveglianza, per il quale sono state studiate nei minimi dettagli soluzioni non invasive che hanno permesso di tutelare al massimo l’estetica degli ambienti e dei manufatti esistenti. Il risultato ottenuto è di altissimo livello e ha consentito di proteggere adeguatamente la chiesa e i manufatti artistici in essa contenuti, offrendo un modello virtuoso di protezione che può essere replicato in migliaia di contesti analoghi. 

 


maggiori informazioni su:
www.fondazionehruby.org



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