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Gestione rete videosorveglianza, siglato l'accordo Regione Sardegna-Prefettura

10/08/2020

CAGLIARI - Tutti i comuni della Sardegna saranno dotati di una rete di telecamere che svolgeranno una importante funzione preventiva contro le principali forme di crimine. Il flusso dei dati sarà accessibile a tutte le forze di polizia, che potranno così intervenire in modo tempestivo e dare un rapido avvio alle indagini per individuare i responsabili di tali eventi.

L'assessora regionale degli Affari Generali Valeria Satta e il prefetto di Cagliari, Bruno Corda hanno siglato in Prefettura tre settimane fa il protocollo per la regolamentazione e uso del "Nodo centralizzato di controllo e supervisione delle reti di sicurezza" della Regione Autonoma della Sardegna.

Questo permetterà ai Comuni di adeguare i propri sistemi di videosorveglianza alla tecnologia della Rete Telematica regionale come previsto dal Ministero dell'Interno. La Regione Sardegna è la capofila nazionale del progetto che, iniziato con la firma del protocollo di legalità nel 2015, ha visto un finanziamento complessivo di 27 milioni di euro, ripartiti in tre tranche.

Il principio di "sicurezza partecipata"

"La piattaforma si basa sul principio della sicurezza partecipata e nello specifico, è costituita da un data center unico capace di connettere, attraverso la rete telematica regionale in fibra, tutti gli impianti di videosorveglianza finanziati dalla Regione. Attraverso un sistema di alert ogni ripresa delle telecamere che abbia come oggetto atti criminosi o vandalici sarà quindi fruibile in tempo reale dalle forze dell'ordine e dal centro elaborazione dati del Ministero dell'Interno, permettendo così, da un lato, una maggiore consapevolezza degli atti criminali sui territori, e dall'altro, un coordinamento ottimale di tutte le fasi di controllo e un monitoraggio costante.

Si tratta di un salto di qualità nei sistemi di sicurezza, in quanto tutti i dispositivi collegati parleranno la "stessa lingua". E' stato posto rimedio agli ostacoli di comunicazione riscontrati nelle fasi precedenti, dovuti alla disomogeneità degli impianti.

 



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