domenica, 9 agosto 2020

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Coronavirus e comparto Sicurezza

Coronavirus e mercato della sicurezza: progettare il “dopo” secondo Elex

19/05/2020

TORINO – Il Coronavirus ha segnato uno spartiacque tra prima e dopo il 23 febbraio. Da lì è storia, una storia che scriviamo giorno dopo giorno e di cui non sappiamo il finale. Quello che è chiaro è che il mondo come lo conoscevamo prima non esisterà più: dovremo riscriverlo noi. Il comparto sicurezza è solido, e con la fase 2 si adatta alle nuove emergenze, preparandosi al "dopo". Un "dopo" che tutti siamo chiamati a disegnare mettendo a fattor comune professionalità, intelligenze e knowhow. Abbiamo intervistato alcuni operatori per un primo brain storming.


“Il nostro settore – controllo accessi – può offrire un importante contributo nel contrasto e contenimento della diffusione del Covid-19“, intervista a Tito Gaudio, Amministratore Elex srl


Come vi siete riorganizzati per gestire l’emergenza?

Dopo due mesi di blocco, durante i quali sono comunque stati garantiti in pieno i servizi di assistenza tecnica e manutenzione alla clientela, distribuita in tutta Italia, abbiamo ripreso l’attività con lo stesso ritmo e con più entusiasmo di prima. Naturalmente nel rispetto, rigoroso, delle misure di protezione Covid-19.


Quali sono le sue previsioni e le aspettative per il post Coronavirus?

Per i prossimi mesi, Coronavirus permettendo, per quanto riguarda la nostra società ci aspettiamo un andamento in linea con l’anno precedente. Il nostro settore (controllo accessi) può offrire un importante contributo nel contrasto e contenimento della diffusione del Covid-19. Al riguardo, nei nostri sistemi sono implementate da tempo alcune funzionalità che in questi momenti si sono rivelate più efficaci che mai nelle aziende manifatturiere e di servizi. Un solo esempio: il controllo dell’affollamento aree, destinato a quei locali in cui gli accessi devono essere contingentati, quali bagni, zone ristoro, laboratori ecc. Siamo ora alle battute finali con il nostro CovidPass, un prodotto destinato al controllo accessi in tempo di pandemia ma che, una volta passata l’emergenza (perché come la storia insegna, tutte le epidemie arrivano, fanno strage e poi svaniscono), possa continuare a essere utilizzato dai nostri clienti, salvaguardando così in gran parte il loro investimento. Ci si chiede: la pandemia che imperversa e la necessità di adottare adeguate misure di protezione contribuiranno a suscitare nelle imprese italiane maggiore interesse verso il controllo elettronico degli accessi, da sempre ridotto al minimo? Non ci aspettiamo che le coscienze si risveglino d’un colpo. Speriamo che abbiano almeno qualche sussulto.


Di quale messaggio secsolution.com potrebbe farsi portavoce?

In momenti come questi, Secsolution non può che continuare (come del resto fa da sempre) a promuovere la cultura della sicurezza nel nostro Paese. Data la sua autorevolezza nel settore, tuttavia, potrebbe anche farsi portavoce delle micro e piccole imprese del comparto (la maggioranza) nei confronti delle pubbliche istituzioni, ammesso che queste abbiano voglia di ascoltare. Non per chiedere sostegni economici (su questo è meglio rimboccarsi le maniche tutti insieme), ma affinché ci lascino lavorare in pace almeno per un po’. Neanche il terribile Covid-19, infatti, è riuscito ad ammansire il virus della burocrazia la quale continua imperterrita a partorire una disposizione dietro l’altra. Per ora c’è da rivedere e in fretta il piano sicurezza in funzione della pandemia: altre pagine e pagine da pensare, scrivere, firmare, condividere, diffondere, aggiornare... Senza contare la costituzione di un comitato aziendale ad hoc. Fra poco sarà la volta della privacy. Ma non sarebbe bastato sottoscrivere il protocollo concordato tra le parti sociali e applicarlo con un po’ di buon senso? Nessuno vuole sminuire gli aspetti (delicati) inerenti alla sicurezza dei lavoratori nei luoghi di lavoro e alla riservatezza dei dati personali. Ma il continuo proliferare di corposi e complessi regolamenti interni (che poi una volta pronti finiscono in fondo a un cassetto), sottrae tempo prezioso e aumenta i costi di gestione. I dipendenti nelle nostre aziende sono la risorsa più preziosa che abbiamo. Quale imprenditore si sognerebbe mai di non proteggere la loro salute o violare la privacy?

 



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