martedì, 4 agosto 2020

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Coronavirus e comparto Sicurezza

Installazione professionale di sicurezza e Covid-19: la ricetta di A.I.P.S

02/04/2020

BELLUNO - Come si affronta questo momento complicato? Quali prospettive si possono intravvedere nel futuro per il comparto sicurezza? Quali strategie si possono ipotizzare per uscirne il prima possibile? E che ruolo può giocare l'Associazionismo di settore nel portare avanti istanze e richieste di un segmento ritenuto essenziale dallo stesso Governo e pur così poco conosciuto nelle sue specificità?

L’abbiamo chiesto a Tommaso Scaringella, Presidente di A.I.P.S. - Associazione Installatori Professionali di Sicurezza


 Come affrontate questo momento complicato?

 A.I.P.S. è innanzitutto una grande famiglia, per questo abbiamo predisposto una serie di comunicati per i Soci, in primis l’invito a mettere al primo posto la salute di clienti, dipendenti e famigliari, fermando ogni attività lavorativa, pur garantendo l'assistenza nei casi che rivestono carattere di urgenza. La segreteria rimane operativa, se pure in modalità di telelavoro, per continuare ad offrire ai Soci la possibilità di rimanere in contatto, scambiarsi informazioni e tenere viva quella rete di confronto che è la forza motrice della nostra associazione. Cerchiamo di raccogliere le informazioni pratiche più utili nell’immediato e di metterle a disposizione dei Soci via newsletter e tramite il nostro sito web. Il nostro Direttivo, poi, si riunisce settimanalmente in modalità telematica, per valutare idee ed iniziative a breve termine. Con la consapevolezza che oggi più che mai l’unione fa la forza, evitando di alimentare polemiche sterili che portano a nulla, A.I.P.S. è la dimostrazione che soggetti provenienti da diverse parti dell’Italia posso andare d’accordo, funzionare e trovare soluzioni che aiutino la collettività, nel nostro caso 120 aziende fatte da imprenditori, moltissimi collaboratori ed altrettante famiglie.


Quali prospettive vedete nel futuro per il comparto sicurezza?

E’ davvero molto presto per dirlo e non possiamo nascondere la nostra preoccupazione, perché il decreto "cura Italia" purtroppo non aiuta in modo significativo le nostre attività medio piccole. Attendiamo ulteriori misure di sostegno dallo Stato e auspichiamo un comparto coeso nella difficoltà comune. Allo stato delle cose siamo molto preoccupati; infatti, se analizziamo con obiettività ciò che accadrà con il perdurare di questa situazione di stallo e senza avere informazioni sulle misure di sostegno che auspichiamo ci saranno quando l'emergenza sarà finita, la conclusione è che molte delle nostre piccole aziende si troveranno a dover scegliere: o chiudere o ridimensionare drasticamente la propria attività. Il mancato lavoro provoca mancati introiti = cessazione dell'azienda; e per chi ha dipendenti, la mancanza di liquidità non consente di garantire il sacrosanto stipendio. Questo significa licenziamenti. In tutti i casi, il danno risulterà estremamente grave sia per l'occupazione, che per la perdita di know-how. Chi conosce il nostro settore - purtroppo non il legislatore - sa quanto sia difficile e delicato il "mestiere" dell'installatore di sistemi di sicurezza, sia per la complessità delle tecnologie disponibili che per l'importanza di quel rapporto fiduciario che con il cliente si instaura, con anni e anni di lavoro serio e competente.
Assistere alla perdita anche di una sola di queste aziende con decenni di esperienza sarà per i cittadini un ulteriore danno che si aggiunge alla pandemia. Necessariamente affronteremo periodi molto, ma molto difficili ed inevitabilmente il comparto sicurezza subirà uno stravolgimento.

Auspichiamo che tutti gli attori facciano la loro parte e ci aspettiamo azioni concrete dal Governo al fine di rimettere in moto la macchina economica non appena le condizioni sanitarie lo permetteranno. Auspichiamo che clienti e fornitori facciano la loro parte, consapevoli delle reciproche difficoltà. Ci aspettiamo quindi un rispetto reciproco, evitando da parte dei fornitori accanimenti inutili su difficoltà che potranno esserci nel far fronte alle scadenze (che tutti noi faremo il possibile per rispettare), così come dai clienti ci attendiamo che non utilizzino il momento di difficoltà per ulteriormente deprezzare la nostra professionalità, come purtroppo è successo durante e dopo la crisi 2009.


Quali strategie ipotizzate per uscirne il prima possibile?

Ora come ora, pensiamo a fare del nostro meglio come cittadini, per consentire a operatori sanitari, ricercatori, protezione civile e FFdO di fare fronte all’emergenza. Pianificare strategie future è complicato, quando non si ha alcun controllo sulla situazione intorno a noi. Il nostro lavoro prevede spostamenti di persone e contatto fisico: non si può installare un impianto in smart working. Però possiamo ipotizzare soluzioni organizzative più flessibili e diverse tecnologie da esplorare. Innanzitutto, ciascuna delle nostre aziende dovrà valutare nel breve periodo per quanto tempo potrà resistere, poi sarà importante cercare di rallentare al massimo l’attività senza tuttavia fermarsi, in modo da essere pronti a ripartire non appena sarà possibile, con gli aiuti che lo Stato dovrà necessariamente mettere a disposizione. L’importanza strategica del settore installazione e assistenza impianti è stata comunque confermata dalla concessione alla continuità lavorativa per il codice ATECO 43.2. In una situazione di instabilità sociale, normalmente i reati aumentano e le nostre aziende avranno il dovere di rispondere a questa domanda di sicurezza, ma anche a quella di nuove forme di “sicurezza”, in special modo quella sanitaria, di cui le telecamere a lettura termica della temperatura rappresentano solo un esempio. Le nostre aziende, se resisteranno, dovranno evolvere, essere ancora più snelle, reattive e tecnologicamente avanzate, imparare a fare ancora più gruppo per poter aumentare la collaborazione sia in termini pratici che di scambio di idee e in tutto questo AIPS è pronta a fare la propria parte, per stare vicino ai Soci supportandoli al meglio e fornendo indicazioni ed informazioni utili per trovare soluzioni di continuità aziendale.

Ad esempio in un prossimo futuro, ci si potrà organizzare, compatibilmente con la condizione di emergenza sanitaria Covid-19, per erogare i servizi di installazione, manutenzione ed assistenza tecnica su turni di lavoro, chiedendo ai tecnici la disponibilità su base volontaria ad operare presso il cliente, mentre per gli impiegati, ove possibile, si potrà continuare a gestire le attività in smart working.

Per i collaboratori che non sarà possibile impiegare in attività ci aspettiamo però una risposta chiara sulle misure di accesso ed utilizzo della C.I.G.O. Necessariamente serviranno misure concrete di sostegno economico al fine di permettere una continuità operativa aziendale.

 



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