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Smart Home, le soluzioni per la sicurezza trainano un mercato in crescita

12/03/2020

MILANO - Prosegue la fase di crescita del mercato italiano della Smart Home. Nel 2019 ha raggiunto infatti un valore di 530 milioni di euro, con un aumento del 40% rispetto al 2018, trainato da soluzioni per la sicurezza, che si confermano al primo posto in termini di quote di mercato, con un valore di 150 milioni di euro, pari al 28% della spesa (+15% nel 2019).

Seguono smart home speaker ed elettrodomestici, che complessivamente coprono oltre il 60% del mercato. Questa tendenza di crescita può essere paragonabile a quello dei principali Paesi europei, anche se il divario da colmare è ancora significativo rispetto a Germania e Regno Unito (2,5 miliardi ciascuno) o alla Francia (1,1 miliardi).

A rilevare questi dati è una ricerca sulla Smart Home dell’Osservatorio Internet of Things della School of Management del Politecnico di Milano, i cui risultati sono stati presentati nel corso di un recente convegno dal titolo: “Smart Home: dove c’è IoT, c’è casa”.

Il boom degli assistenti vocali spinge l’avanzata dei retailers online e multicanale come principale canale di vendita di oggetti connessi per la casa (47%), mentre la filiera tradizionale, composta da produttori, architetti, costruttori edili, distributori di materiale elettrico e installatori, mantiene un ruolo rilevante (39%) ma perde quote di mercato.
Netto l’incremento delle telco (10%, +140% rispetto al 2018) e ancora limitato il peso di utility e assicurazioni (4%).

Il ruolo dell'Intelligenza artificiale 

L’ingresso degli OTT nel settore del Smart Home ha portato numerose novità, nuovi casi d’uso e nuove tecnologie a questi dedicate. Tra queste merita un accenno l’Intelligenza Artificiale, un fattore sempre più importante all’interno dell’ecosistema della Smart Home, con applicazioni nel campo della sicurezza, dell’assistenza agli anziani e del comfort.

“L’AI abilita nuove funzionalità e nuovi servizi - afferma Giovanni Miragliotta, Responsabile Scientifico dell’Osservatorio Internet of Things -. Oltre agli smart home speaker, in cui è fondamentale la componente AI di comprensione del linguaggio, ci sono numerosi esempi di applicazione in ambito sicurezza, con algoritmi di riconoscimento facciale che potenziano le telecamere di sorveglianza.

Sono numerose anche le aziende impegnate nel lancio di nuovi servizi per la Smart Home: gli esempi spaziano dal pronto intervento garantito da aziende di vigilanza in caso di tentativo di infrazione, al supporto per la riduzione dei consumi energetici, al riordino automatico dei prodotti di cui si stanno esaurendo le scorte, fino alla possibilità di migliorare l’assistenza agli anziani. Si moltiplicano, inoltre, alleanze e partnerships fra gli operatori per offrire nuovi servizi che sfruttano la progressiva integrazione tra intelligenza artificiale e dati raccolti attraverso gli oggetti connessi.

Una nuova consapevolezza da parte degli utenti

Insieme al mercato crescono la consapevolezza dei consumatori e la diffusione degli oggetti smart nelle case: il 68% degli italiani ha sentito parlare almeno una volta di casa intelligente e il 40% possiede almeno un oggetto smart, con soluzioni per la sicurezza e smart home speakers in cima alle preferenze degli acquirenti. Crescono anche i timori dei cittadini per i rischi legati alla cyber security e alla violazione della privacy: il 54% è restio a condividere i propri dati personali (+3% rispetto al 2018).

“La Smart Home è sempre più nota ai consumatori italiani. In crescita anche il numero di utenti che installa in autonomia e utilizza le funzionalità smart dell’oggetto una volta acquistato. Sono però ancora pochi i consumatori che si dichiarano interessati ad acquistare prodotti per la Smart Home nel 2020 - sottoliena Giulio Salvadori, Direttore dell’Osservatorio Internet of Things -. Per aumentare le vendite occorre migliorare i servizi di installazione e formare adeguatamente il personale dei negozi per aiutare i consumatori in cerca di informazioni e consigli. È necessario poi lavorare sull’esperienza utente, sulla comunicazione dei benefici e rassicurare i consumatori sull’utilizzo dei dati raccolti”.

 



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