"Nel mezzo del cammin di nostra vita · mi ritrovai per una selva oscura”, la frase del sommo poeta Dante Alighieri rappresenta in modo profetico il momento che stiamo vivendo e, soprattutto, il futuro distopico che avanza a ritmi vertiginosi. Come Dante si trovò smarrito in una selva, anche noi oggi navighiamo in un territorio inesplorato.
Stiamo decisamente vivendo una rivoluzione veloce e dirompente nell’era dell’iperconnessione, dell’intelligenza artificiale e della digitalizzazione, costi quel che costi. La sicurezza delle persone - anche quella informatica - è completamente trasformata. Rispetto alla cybersecurity, siamo di fronte a ecosistemi digitali complessi, dove ogni dispositivo, ogni dato, ogni processo e ogni persona sono potenzialmente interconnessi.
Stiamo decisamente vivendo una rivoluzione che, anziché accelerare il movimento delle merci, come avvenuto per la macchina a vapore, sta accelerando lo spostamento delle esistenze umane e delle imprese. E siccome anche le imprese sono fatte di persone, lo strumento principe per governare questa rivoluzione - che è profondamente umana – è uno solo: la cultura.
Per proseguire la lettura dell'articolo di Sonia Gastaldi - Sociologa informatica, Ambassador C.S.A. - questo è il link
La cybersicurezza dei sistemi di videosorveglianza
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