È stata di recente pubblicata la nuova norma UNI 11973:2025 “Città, comunità e infrastrutture sostenibili – Il contributo degli edifici alla sostenibilità – Modello metodologico per l’integrazione e l’interconnessione degli edifici sostenibili nelle città”.
Il documento definisce un approccio metodologico alla progettazione e gestione del ciclo di vita degli edifici, in modo che possano contribuire al conseguimento degli obiettivi di sostenibilità urbana, in linea con le politiche per l’energia e il clima dell’Unione europea, nonché con gli impegni e gli accordi internazionali in essere. Occorre infatti tenere conto che, nel loro complesso, nell’Unione europea, gli edifici sono responsabili del 40% del consumo di energia e del 36% delle emissioni di gas a effetto serra, che derivano soprattutto da costruzione, utilizzo, ristrutturazione e demolizione. Il 75% circa del patrimonio edilizio europeo è inoltre inefficiente dal punto di vista energetico.
L'approccio metodologico che viene proposto viene definito"multilivello e multidimensionale", in quanto considera le interazioni e le interconnessioni dell’edificio con i contesti più ampi in cui è inserito, siano essi il distretto, il quartiere, le comunità energetiche, la città.
“La norma da poco pubblicata” – spiega Pasquale Capezzuto, Presidente della UNI/CT 058 – “costituisce un riferimento per un approccio metodologico olistico e integrato alla progettazione di edifici che contribuiscano allo sviluppo sostenibile delle città durante il loro intero ciclo di vita“.
Una nuova concezione di edificio
Grazie alla UNI 11973, viene definita una nuova concezione di edificio, non più da considerarsi un elemento a sé stante bensì un elemento parte di una dimensione multiforme in termini di aspetti socioeconomici, energetici, sanitari, di sicurezza, di sostenibilità.
Il documento fa ampi riferimenti al più recente contesto normativo e legislativo nazionale ed europeo e può rappresentare un efficace strumento per gestire la complessità di queste interconnessioni.
Antonella Tundo, Coordinatrice del Gruppo di lavoro GL 03 che ha sviluppato lo standard, aggiunge: “Il documento definisce un modello di interoperabilità per lo scambio e la condivisione dei dati tra edifici, distretti e città per lo sviluppo di nuovi servizi a beneficio delle comunità urbane e della loro governance nel processo di transizione digitale“.
maggiori informazioni su:
www.uni.com
La cybersicurezza dei sistemi di videosorveglianza
Corso riconosciuto da TÜV Italia
Corsi in programmazione riconosciuti per il mantenimento e la preparazione alla certificazione TÜV Italia
WebinarScenari, tecnologia e formazione sulla sicurezza in formato audio