Sono passati quasi quarant’anni da quando il sociologo tedesco Ulrich Beck pubblicò La Società del Rischio, un testo che analizzava una realtà ancora oggi attualissima: viviamo in una società globale del rischio, impegnata in un processo di “modernizzazione della modernizzazione”.
Beck distingueva tra una prima e una seconda modernità, descrivendone le implicazioni e i rischi, e ponendo l’accento sulle minacce che possono derivare da un’evoluzione non governata dei processi sociali, economici e tecnologici. L’incertezza è da sempre una costante della condizione umana: significa non sapere, non riuscire a prevedere o prevenire eventi potenzialmente dannosi. Da questa incertezza nasce la sensazione di insicurezza, che rappresenta oggi il centro della vita quotidiana di ogni individuo. Poiché il rischio non può essere eliminato, va compreso e anticipato.
Giovanni Villarosa - Laureato in Scienze dell’Intelligence e della Sicurezza, esperto di Sicurezza Fisica per Infrastrutture, CSO e DPO, membro del comitato tecnico-scientifico del CESPIS, Centro Studi Prevenzione, Investigazione e Sicurezza - prosegue questa analisi nel suo articolo.
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