“Il progetto di protezione del Convento Mechitarista di San Lazzaro degli Armeni rappresenta un esempio virtuoso dello straordinario valore che la tecnologia può offrire al mondo dei beni culturali. Dopo i progetti sostenuti dalla nostra Fondazione dedicati all'Isola di San Giorgio Maggiore, sede della Fondazione Giorgio Cini, al Teatro La Fenice, al Conservatorio “Benedetto Marcello” e ad altri luoghi e tesori di Venezia, siamo orgogliosi di aver sostenuto questo nuovo progetto importante in questa città simbolo della straordinaria ricchezza del patrimonio culturale italiano. Desidero ringraziare Umbra Control, che da sempre ci affianca in veste di società Amica della Fondazione Enzo Hruby, e Ksenia Security, che ha desiderato offrire un proprio contributo concreto nell'ambito di questo progetto così importante, che si configura come un vero e proprio modello di protezione a regola d'arte applicabile a contesti analoghi”.
Le parole del presidente della Fondazione Enzo Hruby, Carlo Hruby, introducono il recente intervento effettuato nel cuore della laguna di Venezia, in uno dei centri mondiali più importanti per la cultura armena, casa madre dell’ordine dei Mekhitaristi. L'Isola di San Lazzaro, prima di essere abitata in maniera stabile a partire dal Settecento dai monaci armeni in fuga dal Peloponneso, accolti dalla Serenissima, è stata terra dei benedettini di Sant’Ilario, poi lebbrosario e alloggio per i poveri. Nel 1717, la Repubblica di Venezia concesse l'isola al gruppo di monaci armeni in fuga da Modone, che da allora la abitano stabilmente. Tra di loro vi era Mechitar, oggi sepolto sull’isola all’interno della chiesa, uno degli artefici della rinascita della letteratura armena, nonché il fautore dello sviluppo della comunità di San Lazzaro e della sua trasformazione in importante centro culturale e scientifico.
Di grande valore e interesse sono la pinacoteca, il museo e la biblioteca, in cui sono accolti volumi, manoscritti e manufatti provenienti da tutto il mondo. All’interno della biblioteca sono conservati 170.000 volumi, tra cui 4.500 manoscritti. Nella pinacoteca e nel museo si trovano particolari reperti archeologici, tra cui dipinti e reperti armeni, un gesso di Canova e la mummia egizia di Nemen Khet Amen, dell’800 a.C., completa di sarcofago. Sul soffitto, uno splendido dipinto del Tiepolo raffigura un’allegoria della Giustizia. I monaci si prendono cura anche di diversi roseti sull’isola, e dai petali di rosa producono una marmellata, la vartanush, preparata con una tipica ricetta armena.
Un importante progetto di sicurezza
Per questo luogo, nel quale ogni opera d’arte racconta una storia fatta di cultura, bellezza e dialogo tra i popoli e le religioni, la Fondazione Enzo Hruby ha sostenuto un importante progetto di sicurezza. L’intervento, realizzato dalla società Umbra Control, azienda Amica della Fondazione, e che si è avvalso di un contributo concreto da parte di Ksenia Security, ha avuto come obiettivo la tutela dell’intero complesso dalle intrusioni agli incendi, fino agli atti vandalici, nel massimo rispetto dei manufatti esistenti.
Il sistema di protezione installato comprende un avanzato sistema antintrusione a cui aggiunge una rete antincendio, fondamentale in un ambiente dove la presenza di manoscritti, dipinti e materiali antichi rende altissimo il rischio. Il sistema è stato progettato per essere efficiente, andando oltre le richieste normative e prevedendo rilevatori di fumo e calore in ogni ambiente, con particolare attenzione agli archivi e ai luoghi di culto, oltre a pulsanti manuali per l’attivazione diretta in caso di emergenza.
Il convento è inoltre costantemente sorvegliato da a un sistema di videosorveglianza composto da telecamere su rete IP ad alta risoluzione, che consente di registrare in maniera continua con archiviazione sicura dei flussi video su server protetti, accessibili solo da personale autorizzato. Il sistema adotta algoritmi di analisi video in grado di generare alert automatici anche durante normali visite guidate. Per facilitare la gestione dell’intero impianto da parte del personale del convento, è stato sviluppato un sistema di supervisione centralizzata che integra in un’unica interfaccia intuitiva tutte le funzioni di controllo. Questo strumento consente agli operatori di visualizzare in tempo reale guasti, allarmi o malfunzionamenti, sia in loco che da remoto, intervenendo in modo tempestivo e mirato.
L’interfaccia grafica con mappe dinamiche permette di individuare con facilità l’area interessata da un evento e programmare subito un eventuale intervento. La progettazione e l’installazione di questi sistemi sono state condotte con un approccio rispettoso, consapevole del valore architettonico e simbolico del luogo. Le soluzioni adottate non solo rispondono agli standard più elevati di sicurezza, ma sono anche non invasive e integrate al meglio nell’ambiente.
maggiori informazioni su:
www.fondazionehruby.org
La cybersicurezza dei sistemi di videosorveglianza
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