In un contesto economico segnato da incertezze, il comparto orafo si distingue per adattività e resilienza. Secondo le rilevazioni del Club degli Orafi Italia e Intesa Sanpaolo, il 2024 ha segnato un +4,4% ed è stato boom per l’export, con il consolidamento del mercato USA e una vera esplosione della Turchia, per un totale di 13,7 miliardi di euro (+49% in valore e +23% in quantità). Interessanti anche i numeri del dettaglio orafo: fatturato stimato 2024 di 6,8 miliardi di euro, aumento degli occupati a fronte di una riduzione delle gioiellerie, che riflette tuttavia l’importante migrazione del comparto verso il commercio online (che registra un +19%) e il consolidamento delle strutture tradizionali che restano operative. E che necessitano di sicurezza.
Federpreziosi, aderente a Confcommercio, è molto sensibile sul tema: proteggere le attività al dettaglio significa infatti non solo tutelare personale, clientela e asset, ma anche salvaguardare un’eccellenza italiana che contribuisce in modo significativo a promuovere, attraverso le proprie vetrine, l’identità economica e artigianale del paese. Il dettaglio orafo non è dunque solo custode di beni di alto valore economico, ma rappresenta anche un presidio culturale e sociale nelle comunità.
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