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Rapporto Univ-Censis: cresce la domanda di sicurezza

Rapporto Univ-Censis: cresce la domanda di sicurezza
30/07/2025

Presentato nel maggio scorso a Roma, il 1° Rapporto Univ-Censis "La sicurezza fuori casa" tratteggia un quadro a tinte fosche: il 75,8% degli italiani pensa che negli ultimi 5 anni sia diventato più pericoloso girare per strada, soprattutto per le donne e per i giovani e per chi vive nelle grandi realtà urbane.

Dinanzi a questa crescente domanda di protezione e sicurezza, in uno scenario sempre più complesso, il 74,4% degli italiani è convinto che gli operatori della sicurezza privata siano una presenza indispensabile e quasi 8 milioni di loro hanno dovuto richiedere l'intervento di un operatore poiché si sono trovati in una situazione di pericolo. Il 94,2% degli italiani sostiene di volersi sentire tranquillo quando si trova fuori casa e l’89,3%, dinanzi alla crisi permanente e ai grandi rischi che gravano sulle nostre vite, dichiara di volersi almeno sentire al riparo dalla criminalità.

La paura rappresenta quindi un fattore in grado di condizionare le abitudini quotidiane degli italiani, al punto che quasi 4 cittadini su 10 (38,1%) hanno rinunciato a uscire per timore che accadesse loro qualcosa di grave. La quota è più elevata si registra tra i giovani (52,1%), coloro che hanno maggori occasioni di stare fuori casa, la sera. 

La paura al femminile 

Putroppo persistono e anzi crescono i reati declinati prevalentemente al femminile: tra questi, le violenze sessuali, che nel 2024 sono state 6.587, in aumento del 34,9% negli ultimi cinque anni. Il 25,6% delle donne intervistate ha ammesso di aver subito almeno una molestia sessuale, il 23,1% uno scippo o un borseggio e il 29,5% è stata seguita da una persona sconosciuta.

Qualche dato  

Nel 2024 in Italia sono stati denunciati 2.388.716 reati, in crescita del 3,8% rispetto al 2019 e del 2,0% rispetto allo scorso anno. Si è ancora molto lontani dai 2.812.936 reati del 2014, ed è ancora presto per capire se tale crescita sia solo una piega congiunturale o sia, invece, foriera di un vero e proprio cambio di ciclo.

Nel 2024 le rapine sono state 28.631, 16.510 delle quali sono rapine in pubblica via, cresciute del 24,1% rispetto al 2019. I borseggi denunciati nel 2024 sono stati 140.690, in aumento del 2,6% rispetto al 2019, mentre gli scippi, che implicano un contatto diretto con la vittima per strapparle qualcosa dalla mano o di dosso, sono stati 13.474, in aumento del 7,9% rispetto al 2019.

La criminalità nei territori

In testa alla classifica delle province e città metropolitane con 271.033 reati denunciati nel 2024, è Roma. Segue Milano, con 226.230 reati (9,5% complessivo), Napoli con 132.809 e Torino con 128.919. Se si considera l’incidenza dei reati sulla popolazione, la provincia che presenta il valore più alto è Milano, dove nel 2024 si sono consumati 69,7 reati ogni 1.000 abitanti. Al secondo posto si trova Firenze con 65,3 reati denunciati e al terzo Roma, con 64,1 crimini sulla stessa quota di popolazione. Seguono Bologna (60,9 per 1.000 abitanti) e, a breve distanza, la provincia di Rimini con 60,3 reati ogni 1.000 abitanti.

Il territorio che ha fatto registrare il maggior aumento dei reati nell’ultimo anno è Monza Brianza (+ 12,4% dal 2023 al 2024). I reati commessi nell’area metropolitana di Roma negli ultimi cinque anni sono cresciuti del 23,2%. Aumentano, in particolare, due reati che destano grande allarme sociale: le rapine in pubblica via, che nel 2024 sono state 2.014, in aumento del 51,3% rispetto al 2019 e i borseggi, che sono stati 33.455, cresciuti del 68,0%.

L'intervento pubblico-privato

Le risorse statuali destinate a garantire l’ordine pubblico si integrano con quelle private grazie a un’offerta che nel tempo ha aumentato i propri ambiti di intervento e i propri standard qualitativi. Gli stessi italiani sono convinti - il 65,1% del totale - che lo Stato non possa da solo presidiare tutte le aree e i luoghi essenziali per la vita delle persone e insieme riconoscono il ruolo e il valore sociale della sicurezza privata.

Per il 74,4% della popolazione gli operatori della sicurezza sono una presenza indispensabile per assicurare la sicurezza del territorio e il 73,5% dichiara di aver fiducia negli operatori della sicurezza privata.

L'impatto della sicurezza privata

Sono circa 12 milioni gli italiano che hanno fatto richiesta almeno una volta di assistenza o informazioni agli operatori della sicurezza privata e quasi 8 milioni, il 15,4% del totale, hanno fatto ricorso a un operatore poiché si trovavano in una situazione di pericolo. Non solo: il 73,3% pensa che si dovrebbero estendere gli ambiti di intervento della vigilanza privata.

Gli italiani hanno la convizione che il lavoro delle guardie giurate sia in primo luogo utile (42,2%) e poi pericoloso (30,6%). Questo giudizio si combina con la convinzione, espressa dal 59,2% della popolazione, che si tratti di un lavoro sotto pagato, mentre il 79,2% ritiene che dovrebbe ottenere maggiori riconoscimento e visibilità.

Nel 2024 risultano attive in Italia 1.696 imprese di vigilanza e servizi connessi, che impiegano complessivamente poco meno di 94.000 addetti, con una media di 55 addetti per impresa.

Da parte delle aziende del settore negli ultimi anni sono stati fatti investimenti importanti in selezione e formazione del personale e in aggiornamento di mezzi e risorse tecnologiche.

(Fonte immagine: Ansa)


maggiori informazioni su:
https://www.censis.it/


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