Emergenza rifiuti a Roma”, “Sequestrata discarica abusiva”: sono titoli che, tristemente, ci siamo abituati a leggere tra le pagine di cronaca. Del resto, secondo l’ultima edizione del Rapporto Rifiuti Urbani Ispra, in Italia vengono prodotte annualmente circa 29,6 milioni di tonnellate di rifiuti urbani – una mole imponente, che ancora si fatica a gestire e smaltire. Le tecnologie di videosorveglianza possono rappresentare un valido aiuto, e non solo per quanto riguarda l’emergenza rifiuti.
Sistemi basati su video di rete, sensori e analisi aprono svariate prospettive in termini di monitoraggio ambientale: dal controllo della qualità dell’aria all’inquinamento acustico, passando per le analisi meteorologiche e la gestione delle risorse idriche.
L’abbandono dei rifiuti, oltre a essere un atto di profonda inciviltà, è un reato punibile ai sensi del “Testo Unico Ambientale”, come viene impropriamente detto il Decreto Legislativo 3 aprile 2006, n. 152, con sanzioni che oscillano tra i 2600 e i 26000 euro, ed eventualmente l’arresto (da tre mesi a due anni in base alla pericolosità dei rifiuti abbandonati).
Andrea Sorri - Segment Development Manager Smart Cities AXIS Communications - prosegue nel suo articolo questa analisi.
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La cybersicurezza dei sistemi di videosorveglianza
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