La videosorveglianza moderna viaggia verso l'Intelligenza Artificiale a bordo camera e la massima convergenza tra sistemi. In questo scenario, la telecamera si trasforma in sensore intelligente e connesso, aprendo nuove opportunità, ma ponendo anche sfide cruciali in termini di cybersecurity, normative e sostenibilità.
Per capire come l'industria stia interpretando questa evoluzione, abbiamo intervistato Stefano Achenza, Product Manager CCTV System di Comelit, che ci presenta la nuova gamma e la visione del brand tra innovazione, protezione dei dati e vantaggi concreti per installatori e utenti finali.
L’Intelligenza Artificiale a bordo della telecamera è una delle innovazioni più significative della videosorveglianza. Come avete interpretato questa evoluzione nella nuovissima gamma Advance AI-ISP? Quali sono i vantaggi per l’installatore e per l’utilizzatore?
L’Intelligenza Artificiale sta cambiando in modo significativo il ruolo della telecamera nei sistemi di sicurezza. Da semplice dispositivo di acquisizione e registrazione, oggi la telecamera diventa un sensore intelligente, capace di interpretare ciò che accade nell’ambiente e di fornire informazioni più utili e puntuali.
Con la nuova gamma Advance AI-ISP abbiamo tradotto questa evoluzione in un progetto che lavora su due aspetti centrali: qualità dell’immagine e precisione dell’analisi video. L’elaborazione avanzata delle immagini consente di ottenere scene più nitide e dettagliate anche in condizioni complesse, mentre gli algoritmi AI aiutano a distinguere gli eventi realmente rilevanti da situazioni prive di interesse operativo.
Per l’installatore questo significa poter proporre soluzioni evolute, più efficaci e con un valore concreto per il cliente finale. Per l’utilizzatore significa disporre di un sistema che non si limita a registrare, ma supporta attivamente la sicurezza, riducendo i falsi allarmi e migliorando il monitoraggio.
Oggi il mercato richiede l’integrazione tra videocitofonia, TVCC, antintrusione e domotica. Come risponde Comelit a questa esigenza di "ecosistema unico"?
La convergenza tra tecnologie è oggi una delle principali direttrici di sviluppo del mercato. Gli utenti non richiedono più singoli impianti separati, ma si aspettano un’esperienza semplice, integrata e coerente, in cui videocitofonia, videosorveglianza, antintrusione e automazioni dialoghino tra loro in modo naturale.
Questa visione fa parte da sempre dell’approccio di Comelit. Il nostro obiettivo è sviluppare un ecosistema realmente integrato, in cui le diverse soluzioni nascano già per dialogare tra loro in modo semplice, coerente e sicuro, evitando integrazioni successive più complesse e meno fluide.
Per l’installatore questo si traduce in maggiore semplicità di progettazione, configurazione e gestione, grazie a soluzioni pensate per ridurre complessità e tempi di intervento. Per l’utente finale significa invece poter contare su tecnologie coordinate, intuitive e accessibili, in grado di aumentare sicurezza, comfort ed efficienza nella gestione quotidiana dell’edificio.
Le telecamere sono a tutti gli effetti dispositivi IoT vulnerabili. Come affrontate il tema della gestione e della sicurezza dei dati?
La cybersecurity è oggi un requisito imprescindibile per qualsiasi dispositivo connesso e, nella videosorveglianza, assume un valore ancora più strategico. Le telecamere e i sistemi di registrazione non trattano solo immagini, ma dati sensibili legati alla sicurezza di persone, beni e infrastrutture. Per questo la protezione delle informazioni deve essere considerata parte integrante della qualità del sistema, non un elemento accessorio.
In Comelit affrontiamo questo tema con un approccio strutturato, che coinvolge l’intero ciclo di vita del prodotto: dalla progettazione dell’architettura alla scelta dei componenti, dalla protezione delle comunicazioni alla gestione degli aggiornamenti, fino alla sicurezza dell’infrastruttura cloud. I nostri sistemi sono sviluppati per garantire elevati standard di cybersecurity e data protection, attraverso protocolli di comunicazione criptati, autenticazione sicura, controllo degli accessi, file di configurazione protetti, crittografia dei dati, backup e politiche di disaster recovery.
Un aspetto centrale riguarda anche la gestione dell’infrastruttura. I dati sono trattati all’interno di un ecosistema cloud localizzato in Europa, pensato per rispondere alle normative europee in materia di privacy, portabilità e sovranità digitale. A questo si aggiungono attività costanti di monitoraggio, vulnerability assessment e rilevamento delle minacce, con l’obiettivo di individuare tempestivamente eventuali comportamenti anomali e mantenere il livello di protezione allineato all’evoluzione dei rischi informatici.
La sicurezza, però, non dipende solo dalla tecnologia. Per questo riteniamo fondamentale accompagnare installatori e utenti verso una configurazione corretta e consapevole dei sistemi, perché anche le migliori soluzioni devono essere utilizzate nel modo giusto. In quest’ottica seguiamo con grande attenzione l’evoluzione del quadro normativo europeo, incluso il Cyber Resilience Act, convinti che la sicurezza digitale sarà sempre più un elemento distintivo, al pari delle prestazioni tecniche dei prodotti.
Anche quello della sostenibilità è un tema non più trascurabile. In che modo Comelit affronta la questione dell'efficientamento energetico dei propri dispositivi e della riduzione dell'impatto ambientale nella produzione?
La sostenibilità è una sfida centrale per tutta l’industria tecnologica e richiede un approccio concreto, continuo e misurabile. Per Comelit il primo contributo passa dalla progettazione di prodotti affidabili, durevoli e aggiornabili nel tempo: estendere il ciclo di vita dei dispositivi significa ridurre il consumo di risorse e limitare l’impatto legato alla sostituzione degli apparati.
Un altro ambito importante riguarda l’efficienza energetica. Lavoriamo sull’ottimizzazione dell’hardware e sulla gestione intelligente delle risorse, con l’obiettivo di contenere i consumi senza compromettere prestazioni, affidabilità e qualità del servizio.
La sostenibilità, però, non riguarda solo il prodotto finale. Coinvolge anche la selezione dei materiali, la logistica, la riduzione degli sprechi e il miglioramento dei processi produttivi. Per noi innovare significa anche progettare tecnologie più efficienti, durevoli e responsabili, capaci di generare valore nel tempo riducendo l’impatto complessivo sull’ambiente.
Qual è a suo parere la sfida più importante che il settore della videosorveglianza dovrà affrontare da qui ai prossimi anni? Come si sta preparando Comelit?
La sfida principale sarà trovare il giusto equilibrio tra innovazione tecnologica, sicurezza informatica e tutela della privacy. L’Intelligenza Artificiale, l’edge computing e la crescente disponibilità di dati stanno ampliando enormemente le potenzialità della videosorveglianza, ma introducono anche nuove responsabilità.
Il settore dovrà dimostrare di saper innovare mantenendo elevati livelli di trasparenza, affidabilità e protezione delle informazioni. Non basterà sviluppare prodotti sempre più performanti: sarà fondamentale costruire soluzioni sicure, interoperabili e conformi a un quadro normativo in continua evoluzione.
Comelit si sta preparando investendo in tecnologie intelligenti, integrazione tra sistemi, cybersecurity e formazione continua delle proprie persone e dei propri partner. Il nostro obiettivo è continuare a essere un punto di riferimento per installatori e professionisti della sicurezza, offrendo soluzioni innovative, semplici da utilizzare e affidabili nel lungo periodo.
La cybersicurezza dei sistemi di videosorveglianza
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