domenica, 3 dicembre 2023

Interviste

Certificazione, responsabilità e pricing: dinamiche diverse nell’antintrusione e nell’antincendio

Intervista a Luciano Calafà, Responsabile Sviluppo Prodotti Wolfsafety by ELP

11/10/2023

Da oltre vent’anni si muove tra antintrusione e antincendio, con una forte specializzazione nella produzione di accessori e complementi, di qualità e certificati, per sistemi di sicurezza. Stiamo parlando di ELP che con il suo marchio WOLF SAFETY vanta proposte tecnologiche innovative che hanno segnato il mercato.

Con Luciano Calafà, Responsabile Sviluppo Prodotti Wolfsafety by ELP, abbiamo preso in esame alcune dinamiche che differenziano in modo significativo il mercato italiano dell’antintrusione e quello dell’antincendio, con un focus sulle certificazioni e sulla consapevolezza (non di rado scarsa) della loro effettiva importanza. 

Dal suo osservatorio, di produttore di accessori e complementi, come sta andando il mercato dell’antintrusione?

In ambito antiintrusione noto che si sta intensificando la tendenza a inglobare più prodotti sotto un unico marchio. Tipicamente chi produce la centrale cerca di aggregare nella propria offerta tutto ciò che può essere di interesse. È senza dubbio un buon modo di incrementare l’offerta, anche se poi non tutti gli articoli proposti sono di produzione originale. In conseguenza a ciò, lo spazio di chi propone complementi aggiuntivi va sempre più riducendosi e, a volte, anche a scapito di una buona specializzazione ed esperienza specifica. In altri termini la “standardizzazione” del prodotto diventa spesso “generalizzazione”, con buona pace delle competenze, sempre più rare.

Nell’antincendio osserva le stesse dinamiche in termini di domanda di accessori e complementi per la realizzazione di impianti?

Nell’antincendio le dinamiche sono un po' diverse. Da un lato, l’antifurto diviene sempre più PROSUMER, un ibrido col Consumer, dove prezzo e proposte facili diventano spesso dominanti; dall’altra, l’antincendio obbligatoriamente certificato implica prezzi maggiori e comporta anche maggiori competenze e responsabilità. Tutto questo, insieme ai maggiori costi da sostenere, lascia più spazio a proposte di prodotti di completamento sul mercato esterno. Le maggiori competenze portano a valutazioni di prodotto che vanno al di là del prezzo; infine, l’acquisizione di prodotti da incorporare nella propria gamma è meno frequente a causa, o per merito, delle certificazioni.  

Come si sta muovendo ELP in questo scenario? Con quali obiettivi?

ELP, piccola azienda fortemente specializzata in specifiche ramificazioni di prodotto, vuole mantenere forte questa sua connotazione. Di fatto la qualità e le prestazioni dei nostri prodotti sono ampiamente riconosciute, insieme al livello di assistenza e supporto offerto.  In particolare oggi abbiamo raggiunto eccellenti risultati nell’ambito di alimentatori certificati secondo EN54-4 e 12101-10, dove possiamo presentare la gamma più completa e potente del mercato con ben 18 unità di alimentazione. Oggi l’ultimo prodotto immesso sul mercato antincendio è un comunicatore telefonico completo di chiamate vocali, sms e connessione dati verso istituti di vigilanza e ci sta dando grande consenso e soddisfazione per il lungo, qualificato e meticoloso lavoro svolto.  

Vorrei toccare con lei un tema delicato: le responsabilità delle figure professionali del canale distributivo, qualora si verifichi il caso di dispositivi di sicurezza non conformi alle norme, in particolare nel mondo Antincendio dove vige il Regolamento 305/2011 CPR. Sotto questo profilo dove si annidano i rischi maggiori per distributori e installatori? Come possono difendersi da questi rischi? 

L’argomento è veramente tanto delicato quanto importante. In antiintrusione le certificazioni non sono obbligatorie e la verifica che compete al canale distributivo è soprattutto una questione di serietà ed etica nella proposta di materiali qualificati, garantiti e reperibili piuttosto che nella verifica di rispetto normativo e marcature (rammento l’obbligatorietà della dichiarazione CE a cura del produttore/importatore che deve sempre essere verificata).

In ambito antincendio, invece, diventa una questione vitale. Il Regolamento Europeo CPR e l’obbligatorietà delle certificazioni nascono esclusivamente per la sicurezza delle persone. Un prodotto che non rispetti questi obblighi non può essere immesso sul mercato. La dichiarazione CE, obbligo del produttore, è addirittura subordinata “all’autorizzazione” dell’ente certificato, a sua volta accreditato per quelle specifiche norme in sede europea e nominato dal ministero nazionale competente.

Il regolamento 305, agli articoli 14 e 15 specifica gli obblighi di Produttori, Importatori e Distributori; pertanto non è sufficiente aggrapparsi a una certificazione o una promessa quando il prodotto evidenzia chiari aspetti di incongruenza con la norma o anche semplicemente di differenza con i prodotti concorrenti, in primis nel prezzo, poi, banalmente, nella forma fino ad arrivare alle prestazioni. Nel 2017 è anche stato emesso un Decreto per sancire punizioni pecuniarie e penali in caso di trasgressione al Regolamento 305.

Come documentarsi? Acquistare una norma sul sito del CEI è operazione possibile a tutti, con poco più di un centinaio di euro, e altrettanto leggere le poche pagine della descrizione. Un distributore che si rispetti ha più di una risorsa: innanzitutto un tecnico o una competenza tecnica che lo qualifichi e poi sicuramente un collaboratore/produttore di fiducia che possa rapidamente fornire elementi di verifica.  

Può portare qualche esempio pratico?

Oggi il maggior rischio si verifica su prodotti extra-europei, ma anche su quelli provenienti dall’ Europa dell’est, maggiormente dedita a produzioni low cost, quando tali prodotti vengono offerti al mercato da soggetti poco responsabili e senza una appropriata attività di verifica. Un esempio recente, proprio in ambito Comunicatori Telefonici certificati EN54-21, che la norma UNI 9795 rende obbligatori sugli impianti antincendio non presidiati. Purtroppo, la limitata consapevolezza normativa di alcuni operatori li espone al rischio di violare le norme.

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