venerdì, 3 luglio 2020

Interviste

Antintrusione e Covid-19: strategie di ripartenza

Intervista a Fulvio Facecchia, Marketing Manager Combivox

17/06/2020

Siamo entrati a pieno titolo nella fase 2 e ci avviamo ad una fase 3: dalla gestione dell'emergenza si passa dunque all'impostazione di strategie di convivenza con un virus che ha modificato la vita, aziendale e personale, di ciascuno di noi. Rispetto ad altri segmenti del comparto sicurezza, l'antintrusione ha subito un contraccolpo maggiore, faticando a riconvertirsi su prodotti più squisitamente Covid-oriented. Ma oggi è tempo di rinascita: per costruire assieme la ripartenza abbiamo chiesto agli operatori di rispondere ad alcune domande. Di seguito, l'intervista a Fulvio Facecchia, Marketing Manager Combivox

Avete implementato applicazioni, funzionalità e prodotti a specifico impatto "antiCovid"?

Non abbiamo sviluppato prodotti, inerenti il nostro core business, che potessero avere una funzionalità specifica “antiCovid”; del resto tale tipologia di dispositivi (termocamere, termoscanner, dpi) è appannaggio di aziende asiatiche che hanno invaso il mercato e che hanno avviato un last minute business per i distributori di prodotti specializzati in antifurto e videosorveglianza. Durante la pandemia abbiamo continuato, anche in smart working, lo sviluppo dei nostri progetti in corso.

Per le fasce più deboli (es. anziani soli costretti alla reclusione) l'antintrusione e la domotica possono offrire qualcosa di nuovo anche in termini di teleassistenza a valore sanitario?

Assolutamente sì. Da sempre i prodotti di antifurto, dotati di componenti specifici di telecomunicazione (moduli GSM-GPRS-LTE, moduli IP) in grado di inviare differenti tipologie di segnalazioni (fonia, SMS, notifiche push, digitali), consentono la teleassistenza, che si è rivelata molto utile in questo difficile periodo di lockdown e isolamento obbligato. Con opportune configurazioni, i sistemi sono in grado di allertare qualsiasi destinatario, ivi compresi gli assistenti sanitari (medico di base, 118).

L'Iot potrebbe operare da volàno, alimentando di fatto il mercato della sensoristica e spingendo l'integrazione dei sistemi?

L’Iot è cresciuto nel 2019 del 24% per un mercato che vale oltre 6 miliari di euro. La quota prevalente, in termini di ripartizione, è del 30% in ambito metering con una crescita costante. Certamente l’Internet of Thing fungerà sempre di più da volàno per l’integrazione dei sistemi (sicurezza, gestione domotica e videocontrollo). 

L'emergenza ha posto la casa al centro, quale hub di connettività, lavoro, sicurezza, domotica, comfort. Si potrebbe partire da questo punto per rilanciare il mercato residenziale?

Il mercato residenziale della Smart Home, intesa come hub concentratore di più sistemi (antifurto, domotica e videosorveglianza), è in costante espansione, anche in virtù di una domanda finale esigente e informata. Basti pensare alla costante richiesta di integrare gli assistenti vocali per il comando e la gestione di più funzioni. In ambito Iot, la Smart Home, che vale circa l’8,5% del totale mercato, è cresciuta del 40% tra il 2018 e il 2019 (fonte: Osservatorio Internet of Things del Politecnico di Milano). Da sempre siamo fautori di integrazione e connettività e lavoriamo per stimolare la nostra utenza a promuovere sistemi integrati.

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