mercoledì, 20 novembre 2019

Interviste

Orafi e gioiellieri: tra le categorie più vulnerabili

Intervista a Steven Tranquilli, Direttore di Federpreziosi, aderente e Confcommercio

14/10/2019

Furti e rapine nelle gioiellerie: è allarme o la situazione può dirsi sotto controllo?

Se è pur vero che negli ultimi mesi le cronache di atti criminosi a danno dei commercianti appaiono con minore frequenza, è un dato di fatto che la maggior parte degli operatori orafi deve confrontarsi ogni giorno con il problema della criminalità. Siamo sicuramente una delle categorie più vulnerabili. In base a dati che possiamo estrapolare da ricerche sui singoli territori, risulta che quasi la metà degli orafi su un totale di 100 è stata vittima di furti con destrezza, quasi il 20% di rapine a mano armata, il 18% di spaccate notturne, mentre il 6% di vari tipi di truffe. Dobbiamo purtroppo sottolineare come nel 16% dei casi questi episodi hanno comportato danni alla persona, oltre che al patrimonio, in particolare durante rapine a mano armata. E ciò si è verificato in un caso su due.

Come si articolano in genere e quali misure prevedono i protocolli sulla videosorveglianza siglati con le varie Prefetture?

Attraverso la sottoscrizione di un protocollo a livello provinciale, che trae spunto da accordi nazionali, si formalizza una sempre più stringente collaborazione tra lo Stato ed i suoi cittadini, finalizzata a migliorare le condizioni di sicurezza del territorio e della sua percezione da parte della cittadinanza, di cui il commercio è parte integrante. D’altronde, il diritto alla sicurezza e alla qualità della vita urbana è una priorità che richiede l’azione congiunta e sinergica di Stato, Regioni, Enti Locali e Associazioni di categoria, chiamati a cooperare per l’individuazione di nuove e sempre più efficaci politiche di governo della sicurezza sul territorio. Molti e variegati sono stati nel corso degli anni i protocolli siglati tra le associazioni imprenditoriali, i Comuni e le Prefetture, protocolli il cui fine è quello di sviluppare un flusso continuo di informazioni sui fenomeni legati alla criminalità per programmare azioni e progetti condivisi in tema di sicurezza. Le finalità del protocollo sono, innanzitutto, la promozione di iniziative che favoriscano l’utilizzo di strumenti di videosorveglianza e di sicurezza antirapina collegabili con gli apparati presenti presso le sale e le centrali operative delle Forze di Polizia.

E' in arrivo un accordo con il Ministero dell’Interno per rafforzare i collegamenti tecnologici tra punto vendita e forze dell’ordine: a che punto siamo e di cosa si tratta?

Si tratta di un notevole lavoro di coordinamento, che ha visto tra gli attori principali Federpreziosi Confcommercio accanto a “mamma Confcommercio”, chiamata in causa per il rinnovo di un precedente protocollo risalente al 14 luglio 2009, allorché venne sottoscritto un primo Protocollo Quadro. Prorogato per altri tre anni nel novembre 2013, il documento è arrivato a scadenza nel novembre 2016; ci auguriamo che ora venga rinnovato a stretto giro. Federpreziosi Confcommercio ha ravvisato la necessità di rafforzare il livello di protezione delle imprese secondo linee di indirizzo basate su una più stretta collaborazione tra Istituzioni pubbliche, Forze di Polizia, Associazioni di categoria e imprese gioielliere, nonché di implementare la diffusione, l’aggiornamento di sistemi di videosorveglianza e allarme antirapina. Di conseguenza si fa carico di promuovere presso il Ministero dell’Interno uno specifico Protocollo d’Intesa. Il Protocollo Quadro per la legalità e la sicurezza delle imprese tra Ministero dell'Interno, Confcommercio Imprese per l'Italia, Confesercenti Nazionale tiene conto, nella parte relativa al disciplinare tecnico, dell’innovazione tecnologica che ha investito i settori del commercio e dei servizi e della necessità di garantire, anche alla luce delle passate e non sempre positive esperienze, collegamenti rapidi e diretti con del Forze dell’Ordine.

La vostra categoria gode di sgravi fiscali, esenzioni o altre agevolazioni per gli investimenti in sicurezza (telecamere, sistemi antifurto, ect)?

Sicuramente. Ed è in primis il mondo delle Camere di Commercio a venire incontro alle esigenze delle imprese e ad offrire numerose opportunità, molte volte contribuendo in larga parte  alle spese, con particolare attenzione a quelle più soggette ad episodi criminosi, così da consentire un aggiornamento dei sistemi di sicurezza o vincolando l’accesso ai fondi alle sole imprese collegate alle Forze dell’Ordine.

Quali iniziative mette in campo Federpreziosi per favorire la protezione delle attività dei propri associati?

Il ruolo di rappresentanti istituzionali della categoria ci porta a un continuo confronto con le Istituzioni a livello nazionale e locale per studiare forme di collaborazione con il coinvolgimento degli operatori ai fini della repressione degli atti criminosi, del presidio del territorio e di politiche innovative di prevenzione: i punti cardine delle politiche in ambito sicurezza. Va riconosciuto che, ad ogni livello, abbiamo trovato disponibilità e instaurato un costruttivo dialogo. La richiesta degli operatori orafi è quella di attenzione e di accurata valutazione della tipologia di strategie di difesa e di autotutela che vengono messe in atto per affrontare il problema della sicurezza, raccogliendo le loro indicazioni, le loro opinioni, la loro esperienza, con l’obiettivo di studiare insieme piani realmente efficaci nell’interesse non solo della categoria ma di tutti i cittadini. La repressione è una problematica di carattere generale che può essere risolta con una maggiore efficienza della macchina giudiziaria con processi più veloci e, di conseguenza, certezza della pena. In merito al presidio del territorio si punta a una maggiore presenza da parte delle Forze dell’Ordine, rapidità negli interventi e intensificazione dei controlli sulle persone sospette  A tale proposito va riconosciuto che recentemente emergono indicazioni comunque confortanti sulla maggiore “presenza in strada”, sull’aumento degli investimenti che hanno influito positivamente sul coordinamento fra i vari corpi delle Forze dell’Ordine e sui rapporti di collaborazione fra questi e le diverse categorie commerciali.   Per quanto riguarda la prevenzione, occorre adottare una specifica politica che favorisca un “presidio” sul territorio da parte dei cittadini e soprattutto degli operatori commerciali – qualunque sia il tipo di attività da loro svolta - valorizzando la loro competenza e la loro esperienza di conoscitori del tessuto sociale in cui vivono quotidianamente.


maggiori informazioni su:
www.federpreziosi.it



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