venerdì, 18 gennaio 2019

Interviste

Da ecosistema a comunità: Milestone esplora tecnologie oltre la security, ai MIPS EMEA

Intervista ad Alberto Bruschi, Country Manager Italia, Spagna, Portogallo e Malta di Milestone

07/03/2018

Soluzioni di sicurezza fisica, software, hardware, applicazioni e tanto altro, in un contesto dove anche il cliente diviene parte della comunità: ne parla Alberto Bruschi, Country Manager Italia, Spagna, Portogallo e Malta di Milestone, nell’intervista raccolta da secsolution.com.  

Durante i Milestone Community Days EMEA –MIPS di Barcellona (6-9 febbraio), dove partner provenienti da 50 paesi si sono riuniti sotto lo stesso brand, abbiamo scoperto il valore integrato delle soluzioni di una azienda che non si pone al centro ma è parte di una rete dove ogni nodo ha pari importanza, e dove ogni tema viene affrontato con professionalità, si tratti di sicurezza logica, nuove tendenze verso l’Intelligenza Artificiale o il rispetto del GDPR.

 Come vi assicurate che chi lavora con le vostre soluzioni e i vostri partner sia sempre al corrente della costante evoluzione delle soluzioni Milestone e di ciò che succede nel mercato?

Stiamo investendo molto nell’educazione, con un portale di e-learning, ed ogni volta che rilasciamo una release, questa viene spiegata tecnicamente e commercialmente, affinché i partner conoscano l’evoluzione del prodotto, ma abbiamo anche tanta letteratura a supporto, come i White Paper, oppure i Webinar e i seminari, ovvero attività che coinvolgono il partner e lo portano a comprendere la complessità del mercato attuale. Una volta si parlava di CCTV, cioè telecamere a circuito chiuso: la differenza fondamentale ora è che siamo in un mondo IP, open, aperto. In Milestone siamo già molto avanti su questo tema perché siamo sempre stati open.

L’educazione è uno dei temi principali, fondamentali per noi. Abbiamo lavorato e lavoreremo molto sull’educazione dei partner e del mercato perché è fondamentale fornire strumenti a chi lavora insieme a noi, affinché si comprenda chiaramente di cosa stiamo parlando. Il GDPR, ad esempio, è un regolamento molto complicato da seguire nel dettaglio, e pochi lo conoscono bene.

Ritiene che l’Italia sia un paese ricettivo, in tema di protezione dati?

Assolutamente sì. L’Italia è uno dei paesi più ricettivi, forse perché attualmente abbiamo una delle leggi sulla privacy più restrittive. Un punto al quale occorre prestare particolare attenzione è che il GDPR va a toccare diverse figure, dal produttore all’installatore, dall’utilizzatore al manutentore. E si sta standardizzando in tutto il mondo. Stiamo investendo tanto sul GDPR, ci abbiamo sempre creduto. Per questo abbiamo un folto team di persone che si stanno occupando della Certificazione EuroPriSe (European Privacy Seal).

Ci sono in Italia ostacoli che vi trovate frequentemente ad affrontare?

Non li chiamerei ostacoli, quanto piuttosto opportunità di sviluppo. Prendiamo per esempio la cybersecurity: Milestone già in tempi non sospetti aveva un manuale di hardening di sistema ed era cosciente del fatto che per mantenere un sistema sicuro, occorrono attività specifiche di aggiornamento e manutenzione. E non soltanto sul nostro software, ma su tutta l’infrastruttura: telecamere, rete, ecc. Ora questo tema sta esplodendo, perché l’IoT, che implica integrazione e dialogo fra dispositivi nella rete, amplifica la portata del problema, dal momento che ogni accesso può costituire una minaccia, e se non viene gestito nel modo più appropriato, può causare un danno. Abbiamo investito in cybersecurity e continuiamo a farlo perché la cybesecurity richiede un’attenzione costante, che non si può esaurire in un’attività una volta per tutte. Allo stesso modo chi realizza un sistema deve continuare ad assicurarsi che sia sicuro nel tempo.

Dal punto di vista della connettività il nostro paese punta sulle infrastrutture, qual è la sua opinione?

L’Italia è stato probabilmente il primo paese a livello mondiale a spingere sulle infrastrutture. I primi progetti di sviluppo di connettività o fibra sono arrivati dall’Italia. Poi, per diverse ragioni, tutto si è fermato, al punto che molti paesi ci hanno superato. In alcune aree siamo ancora molto avanti, penso ad alcune grandi città, non tutte, però. Ma al di fuori dei tessuti urbani, l’infrastruttura non è in grado di sostenere ciò che dovrebbe.

E che tipo di relazioni riuscite a stringere con le istituzioni?

Collaboreremo con diverse Università per diffondere il concetto di sicurezza e di “beyond security”, dialogando con gli attuali e i futuri security manager. Quindi saremo presenti là dove si organizzeranno master su questi temi, perché riteniamo fondamentale investire in istruzione e in una comunicazione che sia meno commerciale e maggiormente volta a rendere evidente concetti che talvolta sono ancora sotto traccia.

Nell’edizione dei MIPS ad Hanoi, Vietnam, si parlava di verticali forti quali il settore dei trasporti e quello governativo. A suo avviso, quali sono invece, nei paesi che lei segue, i mercati verticali più interessanti per la sicurezza?

Prima di tutto, riunirei settore “governativo” e “dei trasporti” sotto il nome di “infrastrutture”. Questo è un mercato importante e in crescita anche in Italia, sul quale stiamo investendo e che ci dà grandi soddisfazioni. Sono mercati che per evoluzione e necessità sono esposti a maggiori rischi di attacco da parte della criminalità internazionale. Quindi è normale che questi ambiti alimentino una forte spinta verso l’innovazione e l’aggiornamento.

Dal punto di vista tecnologico, come si caratterizza la domanda da parte del mercato?

Recentemente ho partecipato a una tavola rotonda su innovazione, IoT, Big Data…sono tutti termini che fanno parte del nostro mondo. Le richieste che riceviamo sono come semplificare e ottimizzare le attività che possono derivare da analisi video (face recognition, AI…). Ci sono ancora margini di miglioramento, ma il trend in questo momento è di “spingere” tecnologie evolute puntando su ciò che funziona; se si “spinge troppo”, c’è però il rischio che il mercato si chiuda. I nostri impianti sono molto evoluti e innovativi, perché ci appoggiamo molto all’innovazione dei nostri partner, sfruttando la community e puntando sull’educazione per arrivare a formare il cliente finale, in modo tale che sappia cosa può avere e lo possa utilizzare senza grattacapi.

Un messaggio chiaro da lanciare al mercato italiano?

Sono in Milestone da tre anni e devo dire che ho visto un’evoluzione dell’azienda e una dinamicità che sono parte del mio stesso DNA, nell’ottica dell’adattarsi al cambiamento, proprio come diceva Darwin: “Non è la specie più forte o la più intelligente a sopravvivere, ma quella che si adatta meglio al cambiamento.”.

www.milestonesys.com

 



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