giovedì, 26 aprile 2018

Interviste

Soluzioni perimetrali Politec: la rivincita dell’antintrusione

Intervista a Daniele Marcialis, Direttore Marketing di Politec

10/01/2018

Le barriere perimetrali antintrusione sono l’ambito di progettazione  e produzione di Politec, azienda che, in vent’anni di esperienza, ha sviluppato una notevole capacità di ricerca e sviluppo, puntando sul made in Italy in ogni fase della produzione.

L’azienda di Giuseppe Garro, titolare e vero artefice dei prodotti che Politec continua a far nascere, ha chiuso il 2017 lanciando sul mercato dispositivi all’avanguardia, con tecnologie innovative in grado di rispondere alle esigenze sempre più evolute dei clienti. Ne parliamo con Daniele Marcialis, da qualche mese Direttore Marketing di Politec.

Come si colloca Politec nel settore della sicurezza?

Politec si colloca nel mercato delle barriere perimetrali che rappresenta una piccola percentuale all’interno di quello della sicurezza; questo può contare su una serie di “pillar” come i sensori, le centrali o le telecamere, fino a servizi complementari come la vigilanza armata. Politec nasce con l’obiettivo di prevenire le intrusioni, con una produzione focalizzata sulla sicurezza del perimetro. La tecnologia viene sviluppata internamente: non seguiamo la concorrenza né cerchiamo di copiare quello che esiste già. Abbiamo per esempio introdotto la doppia tecnologia (infrarosso passivo e microonda) nei nostri rilevatori e, ad oggi, siamo l’azienda produttrice con un prodotto unico nel mercato internazionale, il Nat WS, un sensore wireless con la microonda attiva 24 ore su 24.

Ascoltiamo il mercato, dialoghiamo con gli installatori e recepiamo le idee che vengono suggerite anche dal consumatore finale, dopodiché studiamo ed elaboriamo soluzioni nuove da immettere sul mercato. Poi, dal momento che siamo anche produttori per conto terzi, ci viene richiesta la nostra tecnologia. Dai distributori e dai loro tecnici ci arrivano feedback molto positivi sull’affidabilità dei nostri prodotti, per i quali non ci sono mai resi né lamentele. Ci sembra di lavorare bene.

Come si è sviluppato il mercato delle tecnologie perimetrali negli ultimi anni e come evolverà, a suo avviso?

Per anni le barriere perimetrali sono state considerate, erroneamente, come meri accessori, in quanto complementi aggiuntivi di un sistema complesso che è quello dell’impianto d’allarme. Ad oggi, grazie anche alle campagne informative e didattiche che attuiamo, la coscienza del consumatore finale sta focalizzando che è più importante bloccare sul nascere un’intrusione che non essere avvisati laddove l’evento si sia verificato, riportando magari anche danni strutturali alla proprietà. A tale scopo l’evoluzione tecnologica punterà a realizzare soluzioni perimetrali sempre più integrate con sistemi performanti stand alone.

Quali novità avete presentato a Sicurezza?

A Sicurezza abbiamo lanciato due prodotti. Il primo è il sensore NAT WS con  microonda sempre attiva, wireless, unico nel suo genere sul mercato, a livello mondiale. Quando abbiamo anticipato ai nostri distributori che avremmo lanciato questo prodotto, hanno fatto partire gli ordini, senza nemmeno vederlo: conoscendo il nostro background tecnologico, hanno creduto nel brand, nell’azienda e nel prodotto.

L’altro prodotto lanciato a Sicurezza è Gapid SR, con cui abbiamo implementato la famiglia di sensori accelerometrici antiscavalcamento. La vera innovazione è che questo sensore seriale, nato per i grandi perimetri, viene comandato e pilotato o singolarmente oppure in gruppo (a seconda delle caratteristiche del perimetro da proteggere) da una centrale. Con il controllo da remoto, l’installatore è in grado di settare e verificare i suoi impianti direttamente dall’ufficio.

Il mercato delle barriere perimetrali si è ampliato molto nel settore residenziale. Le sue riflessioni in proposito?

Tendenzialmente, laddove ci sono possibilità economiche o laddove la predisposizione alla protezione della proprietà privata è molto alta, si cerca il prodotto in assoluto migliore per proteggere la propria casa. I prodotti Politec nascono comunque per essere declinati tanto in ambito residenziale quanto industriale, ad eccezione della barriera a lunga portata MANA, sviluppata per applicazioni di tipo industriale.

Abbiamo realizzato delle linee di dispositivi che si camuffano perfettamente nei giardini e sono in via di sviluppo altre soluzioni di cui non posso anticipare ancora nulla.

Come incide il residenziale sul vostro fatturato?

Premetto che l’introduzione della direzione commerciale di Paolo Olzi, proveniente da un settore trasversale, ha esercitato una forte accelerazione. Olzi ha portato nella nostra realtà le innovazioni della grande azienda multinazionale strutturata, stimolando un’evoluzione in crescita. Quanto alla divisione del fatturato tra industriale e residenziale, è difficile fare una valutazione dal momento che il nostro cliente è il distributore. É chiaro però che il mercato che paga di più è quello industriale, per la maggiore ampiezza delle metrature e per la richiesta di metodologie di sicurezza più elevate. Aggiungo che in ambito residenziale, il mercato delle barriere perimetrali si restringe a villette o condomini con giardino.

Gli obiettivi di Politec per il 2018?

Il 2017 si è concluso con un +18% sul fatturato precedente. Ciononostante puntiamo a una crescita aziendale sia in termini di brand awareness sia di sviluppo di nuovi prodotti. La nostra è una realtà molto stimolante, con uno staff giovane e una visione non rivolta al domani ma molto più lontano. Stiamo fissando degli obiettivi da raggiungere, non soltanto in relazione a nuovi prodotti che vogliamo realizzare, ma anche a tecnologia e innovazione che vogliamo sviluppare. Il reparto R&D ha acquisito in questi giorni due risorse per la progettazione hardware e software per sviluppare nuovi progetti tecnologici guardando non solo al 2018 ma anche ai prossimi anni

www.politecsrl.it



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