giovedì, 26 aprile 2018

Interviste

Protezione perimetrale: con TSec la sicurezza esporta tecnologia

Intervista a Luca Salgarelli, presidente di TSec, e Giordano Turati, amministratore delegato

19/12/2017

Un’avventura imprenditoriale iniziata in un garage, come per altri celebri esempi di made in Italy; un furto subito in casa e un’intuizione all’origine, quattro anni fa, dell’azienda che quest’anno ha conquistato il mercato e che sta esportando la propria tecnologia in altri campi, uno dei primi esempi nel settore della sicurezza.

Per la sua storia e per l’innovazione tecnologica che continua ad apportare al comparto, TSec rappresenta un interessante caso di successo, al quale non sono risultati estranei la passione e i valori etici condivisi dai partner e prima di tutto dagli stessi soci “operativi”: Luca Salgarelli, cofondatore, presidente e Chief technology officer di TSec, che per intraprendere questa strada si è lasciato alle spalle una brillante carriera universitaria; Giordano Turati, amministratore delegato e uomo marketing dell’azienda, che dopo aver sviluppato una efficace rete vendite in Italia, si sta dedicando a fare altrettanto in Europa, e il cofondatore Alessandro Tosi, che si occupa della gestione dei prodotti e, prima ancora, di comprenderne le reali potenzialità nel rispondere alle esigenze del mercato.

Al fianco di Salgarelli, Turati e Tosi, collaborano i soci finanziatori, alcuni dei quali hanno sposato il progetto fin “dal garage”, altri sono arrivati successivamente, soci che hanno giocato un ruolo non indifferente anche nella scelta di esportare la tecnologia Inxpect.  Sicurezza 2017 è stata l’occasione per raccogliere le riflessioni di presidente e amministratore delegato sul presente e sul futuro dell’azienda lombarda.

Quali sono le innovazioni tecnologiche presentate da TSec a Sicurezza 2017 per il settore delle protezioni perimetrali? 

Salgarelli: A Sicurezza abbiamo presentato due nuove linee di prodotto che riteniamo rivoluzionarie. La prima si chiama MACS e si tratta di un sistema antiscavalcamento di nuova generazione per grandi impianti e aree di notevole estensione (può arrivare a coprire fino a 1,2 km di recinzione con una singola serie di sensori), ma è adattabile anche all’ambito residenziale. Il sistema utilizza le ultime tecnologie disponibili sul mercato, in particolare i sensori accelerometri MEMS, come quelli presenti nei cellulari, per intenderci, che permettono al dispositivo di accendersi o spegnersi in funzione dei movimenti; ovviamente utilizziamo le versioni industriali.

Abbiamo creato un sistema che è semplicissimo da installare: in un impianto molto esteso occorre meno di una giornata, inclusa la fase di configurazione. È un sistema intelligente: ogni sensore ha la capacità di riconoscere se, per esempio, sta ricevendo una pallonata di un ragazzo che gioca oppure se è in corso un tentativo di scavalcamento; si connette a qualunque tipo di centrale di allarme; attraverso un semplice browser web, quindi senza applicativi costosi né corsi per imparare ad utilizzarli, è possibile accedere al sistema, configurarlo, verificare in ogni istante che cosa sta avvenendo e, in maniera molto puntuale, capire dove si sta verificando il tentativo di scavalcamento. E ancora, il sistema è protetto – siamo gli unici sul mercato a farlo – da un compressore crittografico, in parole semplici, quello che usano le banche per proteggere le transazioni finanziarie dagli attacchi degli hacker. Il sistema presenta quattro diversi livelli di protezione e autorizzazione all’accesso: proprietario, manutentore, installatore o vigilanza, che può accedere al sistema per verificare che cosa stia succedendo e, nel caso, fare le piccole tarature che servono per evitare, per esempio, che scatti un falso allarme.

Ci sono già delle applicazioni del sistema descritto?

Salgarelli: Attualmente, il sistema è in trial in diversi impianti – grandi parchi industriali che hanno l’esigenza di coprire elevate metrature di recinzione – e sta riscuotendo successo, con grande soddisfazione da parte nostra. Arriverà sul mercato nel primo trimestre 2018 e sarà disponibile in tutta Europa.

L’altra novità presentata a Sicurezza?

Salgarelli: La seconda novità è una nuova linea di prodotti per la rilevazione e l’analisi del movimento ad altissimo livello: sono i primi sensori volumetrici intelligenti in commercio. Siamo riusciti a concentrare in un oggetto molto piccolo, poco più grande di un pugno, la stessa tecnologia presente nei radar utilizzati sulle navi e sugli aerei, che ultimamente viene impiegata anche nel settore automobilistico: chi possiede veicoli di ultima generazione, non necessariamente di grossa cilindrata, si può trovare a bordo un accessorio definito Adaptive cruise-control. Quello stesso tipo di tecnologia siamo riusciti a concentrarlo in un dispositivo per la sicurezza, un oggetto che può essere usato sia all’interno sia all’esterno degli edifici e che rivela il movimento in maniera estremamente puntuale; è inoltre “intelligente” al punto da essere in grado di riconoscere se il movimento è di un essere umano, capirne la direzione, la velocità e il numero di persone presenti, ed è in grado di discriminare il loro movimento da quello di uccelli o altri animali o per esempio un cespuglio, riducendo quindi i rischi di falsi allarme. Si comporta come una telecamera, ma senza usare la visione ottica.  Questi dispositivi permettono di raggiungere il massimo livello di sicurezza; sono inoltre alla portata di tutti e utilizzabili in svariati ambiti, da quello residenziale fino ad impianti ad altissima sicurezza.

Questi sensori di movimento intelligenti sono già utilizzati?

Salgarelli: Questi prodotti sono stati testati per 18 mesi in realtà di profilo altissimo, sia in Europa sia negli Stati Uniti (nella Silicon Valley, si immagini le più grandi aziende del digitale, così come sulla costa Est, nella zona di Washington DC). La soddisfazione è veramente tanta!  Il prodotto sarà in vendita dalla metà di gennaio. 

Per questi dispositivi si profila un futuro non limitato al solo comparto della sicurezza...

Salgarelli: Nel mondo della sicurezza siamo stati abituati per trent’anni a mutuare tecnologie che derivano da altri settori industriali. Un esempio su tutti? I volumetrici che oggi utilizzano i raggi infrarossi, impiegati in principio per l’automazione industriale. Ovviamente noi non abbiamo inventato i radar, ma ci siamo resi conto che i radar che abbiamo concepito per il mondo della sicurezza potevano essere utilizzati in altri campi, per esempio nell’automazione industriale o in ambito sanitario. È successo dunque che un progetto avviato all’interno di TSec quattro anni fa, nell’ambito dell’attività interna di Ricerca e Sviluppo, con l’obiettivo di arrivare a progettare sensori volumetrici affidabili e ad alta sicurezza, con un basso tasso di falsi allarmi, abbia dato origine, dopo un paio di anni, a uno spin off, un’azienda che si chiama Inxpect, di cui sono alla guida, e che crea per diversi mercati prodotti basati su radar intelligenti di nostra concezione e di nostra produzione. Credo sia la prima volta che succede nel settore della sicurezza ed è per questo che mi piace raccontarlo.

Come si posiziona TSec sul mercato?

Turati:  TSec oggi rappresenta una realtà anomala per il settore, perché nasce come fucina di innovatori, per proporre, a prezzo di enormi sforzi tecnologici e di investimento, soluzioni che guardino al mercato dei prossimi anni. Siamo partiti dai contatti magnetici e dalla protezione dei varchi e siamo arrivati ai sensori inerziali. Ormai abbiamo consolidato sul mercato molte posizioni, soprattutto in relazione agli utilizzatori finali che hanno apprezzato le nostre soluzioni, oggi presenti nella sicurezza residenziale così come nei contesti ad alta sicurezza, specialmente in ambito bancario e nel retail, dove si configurano importanti problematiche di security, collegate non solo alla protezione dei varchi ma anche alla protezione volumetrica. Il nostro obiettivo è creare soluzioni sempre più innovative, con sensori sempre più intelligenti, in grado di elaborare segnali e informazioni, perché la nostra filosofia si fonda sul trasferimento dell’intelligenza dell’impianto dalla centrale alla periferia.

Qual è il vostro modello di sviluppo in Italia e all’estero?

Turati: Il progetto di TSec è evoluto anche dal punto di vista imprenditoriale, in quanto progetto comune e condiviso al quale rendiamo partecipi tutti gli attori e le persone determinanti in azienda. E’ inoltre un modello fortemente “sbilanciato”, ma non in senso negativo, verso la Ricerca e Sviluppo, che prevede mediamente investimenti dal 20 al 30%, del nostro fatturato in quest’area. Un anno siamo arrivati persino al 35%.

Un elemento molto importante per TSec è la costruzione del network, che oggi significa tenere uniti tutti gli attori della filiera, dal produttore alla rete distributiva agli installatori fino ai progettisti e agli utilizzatori finali, in un progetto fondato su valori etici, senza in quali non si possono costruire relazioni

Quali obiettivi economici vi siete prefissati per il prossimo anno?

 Turati: Abbiamo in previsione per l’anno prossimo di raddoppiare il fatturato attuale, di arrivare quasi a triplicarlo nel 2019, grazie all’introduzione dei due nuovi prodotti, che hanno richiesto investimenti cospicui e quattro anni di ricerca. Sono obiettivi ambiziosi, ma alla nostra portata. Lavoriamo con un controllo di gestione molto puntuale, ma non siamo schiavi dei numeri, e questa è una parte del nostro segreto, se così vogliamo chiamarlo.

https://www.tsec.it/it/

In foto, da sinistra a destra, Giordano Turati e Luca Salgarelli



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