lunedì, 18 ottobre 2021

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“A nessuno può interessare la mia identità digitale”...sicuro?

29/09/2021

di Alvise Biffi - Imprenditore, business angel, Vice Presidente di Assolombarda

Quando parlo di furto di identità, sia in ambito lavorativo con clienti che in ambito personale con amici e conoscenti, la risposta è spesso questa: “a chi potrà mai interessare la mia identità? Sono un signor nessuno…”. Questa (comprensibile) risposta è però figlia di una inconsapevolezza del rischio sottostante e del valore economico relativo ai propri dati, dovuta alla mancata conoscenza dell’esistenza e/o del funzionamento del Black Market digitale e della “filiera di interessi” collegata alle attività di cybercrime. Ma cos’è il Black Market digitale? 

Come facilmente intuibile, il Black Market digitale è la trasposizione virtuale del “tradizionale” mercato nero: è quindi il luogo dove si contrabbandano e si compravendono merci e servizi illegali - droga, armi, merci contraffatte, medicinali senza ricetta, merci rubate etc. Anche su questo fronte la disruption digitale ha espresso il suo potenziale, infatti se l’accessibilità al mercato nero fisico richiede una conoscenza diretta di circoli e circuiti del malaffare, con le annesse criticità, il black market digitale è molto più semplice da raggiungere: direttamente dal divano di casa, con il proprio computer, tramite tor (una sorta di motore di ricerca che di fatto è un’interfaccia di comunicazione e navigazione anonima in internet – che sconsigliamo vivamente di scaricare anche solo per curiosare, ndR).

La tua identità vale 40 $

Il Black Market si può immaginare come un grande e-commerce dove, tra le tante merci e servizi di contrabbando, si annoverano anche le “identità”, vendute a quotazioni variabili in base alla completezza delle informazioni ed all’utilità del casi. Una carta di credito completa di tutti i dati anagrafici del proprietario, cellulare incluso, è quotata sui 40 dollari.

Per truffare servono identità

Le truffe online sono svariate migliaia quotidianamente nel mondo e le diverse piattaforme di e-commerce cercano di fronteggiarle al meglio chiudendo tempestivamente gli account fraudolenti. Domanda retorica: secondo voi i truffatori usano la loro vera identità per truffare le loro vittime? Ovviamente no. Quindi, dati i controlli sempre più stringenti delle piattaforme per verificare le identità degli utilizzatori e la maggior rapidità  di individuazione e blocco delle truffe, è aumentato, come conseguenza, il fabbisogno di “identità digitali” da usare per continuare l’attività criminale.

Secondo miglio del furto

Sul black market c’è grande richiesta di nuove identità da utilizzare per frodare il prossimo. Se voglio vendere su una piattaforma di vendita tra privati una racchetta da tennis, senza averla e propinandola al maggior numero di persone, mi dovrò registrare con un’identità reale che mi consenta di portare avanti la truffa il più possibile. Quando l’account verrà bloccato e la polizia busserà alla porta dell’intestatario dell’account a cui ho rubato l’identità, mi servirà una nuova identità per ricominciare. Il poveretto si troverà a dover dimostrare che non è lui il truffatore nonostante siano i suoi documenti e dati reali caricati. Avendo chiaro lo scenario del “secondo miglio” della truffa in cui il criminale compra le identità  nel black market e poi le utilizza, vi risulterà più comprensibile il primo miglio del furto di identità

Primo miglio del furto

Se voi aveste veramente venduto o cercato di vendere la vostra racchetta da tennis online, potrebbe esservi successo che qualche potenziale interessato vi abbia contattato e, per paura di essere preda di una truffa, vi abbia chiesto di inviare il vostro documento di identità per essere sicuro che foste chi dichiaravate di essere, magari vi ha chiesto di parlare al telefono e quindi vi ha chiesto il numero, o vi ha dato il suo numero per farsi chiamare e magari ha chiesto anche dati di carte di credito ricaricabili o altro per poter fare il pagamento. Infine è sparito… e vi sarete chiesti perchè abbia perso e vi abbia fatto perdere inutilmente un sacco di tempo. Lo ha fatto perchè raccogliendo il vostro documento, registrando il vostro cellulare, la vostra mail e magari anche una carta di credito o altri dati di pagamento, ha “rubato” dati utili per completare con le informazioni pubbliche (reperibili sui social network) un’identità digitale ben quotata al black market, dove può rivenderla a buon prezzo. Quindi, cari lettori, anche la vostra identità ha un valore: abbiatene cura.



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