di Ilaria Garaffoni
Oltre il Covid, nuove sfide per l’antintrusione”: questo il titolo della tavola rotonda virtuale di secsolutionforum 2021 dedicata ad uno dei segmenti che più ha sofferto in piena emergenza. Ad affrontare il delicato tema, un parterre composto da due produttori, uno storico e uno giovanissimo, oltre ad un distributore e un system integrator particolarmente significativi: Giuliano Ottogalli, Direttore Commerciale Italia di Tecnoalarm; Giorgio Finaurini, Vicepresidente e Direttore Marketing e Vendite di Ksenia Security; Rino Borbone, Direttore Commerciale presso DST Distribuzione Sistemi Tecnologici e Gianni Fagnoni, Presidente Professional Security.
Quali tecnologie per il dopo Covid?
Rispetto ad altri segmenti del comparto, l’antintrusione ha subito un contraccolpo maggiore con il Covid, non disponendo di tecnologie rapidamente adattabili alle nuove logiche di mercato. Tuttavia per rispondere alle richieste di distanziamento sociale qualcuno ha implementato nuove funzioni e la “vecchia” teleassistenza (soprattutto se integrata con gli assistenti vocali) ha aiutato le persone più fragili a gestire l’isolamento forzato. Quale sarà la strada da seguire una volta esaurita l’emergenza?
Mettere la persona al centro di servizi da gestire con semplicità e maggiore focus per la tecnologia digitale: questa la strada da seguire per Giuliano Ottogalli. Come? Garantendo i supporti vocali locali per indicare con precisione cosa sta accadendoo, lavorando affinchè le notifiche relative di evento possano avere una logica precisa, facendo attenzione ai flussi negli spazi o al controllo di varchi e accessi. Con l’obiettivo di minimizzare l’errore, aumentare la precisione di rilevazione e adeguarsi appieno alle norme di prodotto. “La EN50131 prevede due verifiche l’anno per il controllo periodico (una in presenza e una da remoto): la tecnologia digitale ci aiuterà nel programma di manutenzione preventiva, ma anche perchè non solo la centrale ma tutti i disposiviti in campo siano sempre efficienti”.
Per Giorgio Finaurini le soluzioni messe in pista continueranno ad essere i driver anche per gli sviluppi futuri. Tutta la remotizzazione digitale resterà (webinar, formazione da remoto), come pure ciò che già esisteva ma che con il Covid è diventato un must win-win, come la gestione remota del sistema o la teleassistenza: “in emergenza abbiamo implementato funzioni di controllo accessi e rilevamento presenze che sono certo proseguiranno con altre finalità a Covid archiviato. Quanto alla cura della persona, è da anni che non si parla più di proteggere solo gli asset, ma è tempo di fare un passo ulteriore: pensare alla cura dell’ambiente come focus di sviluppo per il settore. Confido negli ecoincentivi”.
Per Rino Borbone l’integrazione con il controllo accessi ha aperto nuovi scenari ed opportunità da esplorare con professionalità e conoscenza delle norme e divulgazione delle stesse verso il mercato (inclusi gli attori che non si occupano di sicurezza nel quotidiano). Maggiori saranno l’integrazione tra tecnologie e le connessioni, maggiori dovranno essere la nostra competenza e maggiore la capacità di trasmetterla all’utenza valorizzando il nostro contributo: è essenziale che gli operatori tornino a fare cultura”.
“L’evoluzione tecnologica - dichiara Gianni Fagnoni - ci consente di andare verso la building automation e la smart home: la domotica, sinora solo parzialmente recepita dal mercato, ha oggi trovato la sua killer application. Ma teniamo sempre presente la nostra mission: noi dobbiamo proteggere. Dunque l’analisi del rischio deve essere professionale, si devono conoscere tecnologia e normative per aggiungere valore all’impianto e l’utente finale deve riconoscere in noi un interlocutore preparato. Dobbiamo dare valore ai nostri sistemi anche grazie a speaker e domotica, ma la capacità di un sistema d’allarme di dialogare con altre tecnologie è frutto della competenza di chi lo imposta”.
IT e privacy: nuove sfide per l’intrusione?
Il lockdown ha generato una commistione sempre più intensa tra device personali e device aziendali, tra vita privata, ufficio e scuola. Anche i dispositivi antintrusione, sempre più connessi e integrati, sono oggi soggetti a rischi informatici. Sarebbe utile reimpostare l’analisi del rischio inglobando anche i temi IT e privacy ed aggiungere valore all’offerta anche in quella direzione?
Senza dubbio le aziende devono oggi farsi carico anche della sicurezza delle app e del trattamento dei dati: anche questo rientra nella protezione che garantiamo all’utenza finale – risponde Ottogalli. “La Norma EN 50131 1A3, emanata a giugno 2020, indica i criteri di sicurezza e la conguità di un sistema di sicurezza in caso di accesso da remoto e ci dice, tra l’altro, che non basta difendere l’indirizzo IP con la crittografia, ma che occorre anche memorizzare il tentativo di accesso e segnalarlo”.
“Noi produttori dobbiamo saper recepire le esigenze normative e di protezione anche dal punto di vista della sicurezza dei dati, implementarle nei prodotti e divulgarle alla filiera - dice Finaurini. Starà poi all’installatore saper argomentare la differenza tra un prodotto che arriva chissà dove, implementato chissà con quali criteri, rispetto ad un prodotto professionale. App o smart speaker aggiungono valore al sistema d’allarme e noi che facciamo sicurezza dobbiamo curarci anche di questi aspetti”.
Il problema è che trasferire al mercato questo messaggio è complesso, ammonisce Borbone: “forse è più facile far capire i costi della non sicurezza che mostrare il valore della sicurezza. Noi distribuiamo prodotti personalizzati grazie all’analisi del rischio, che deve restare il nostro must. Ma anche la componentistica non va trascurata, a partire da una semplice presa di rete: tutto deve essere professionale”.
Il tema vero tema, conclude Fagnoni, è la preparazione della persona fiduciaria che dialoga con il cliente affinchè l’abito sia cucito sì su misura, ma nel rispetto delle norme (che peraltro in sede giudizionale garantisce l’inversione dell’onere della prova). “Fiducia è la parola chiave: è lì che ci giochiamo la credibilità e il futuro del settore”.
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