mercoledì, 14 aprile 2021

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L’anno che verrà (lo costruiremo noi)

31/03/2021

di Giuseppe Ligotti - Consulente in gestione HR Profittevole, Presidente di Federlavoro Varese

Tutti noi abbiamo riposto tante aspettative e molte speranze in questo anno 2021. Lo abbiamo atteso con ansia e inconsapevolmente lo abbiamo caricato di enormi responsabilità, come se il 2021 potesse traghettarci magicamente verso una sponda sicura e tranquilla. E ahimè, difficilmente così potrà essere.

Mentre penso a come sarà questo nuovo 2021, mi chiedo cosa poter fare per aiutare le imprese a ricostruire un tessuto economico bombardato e seriamente compromesso nelle sue strutture portanti da questa pandemia economico sanitaria e sociale. Le prime parole che mi vengono alla mente sono i versi del grande Lucio Dalla,

“Caro amico, ti scrivo, così mi distraggo un po’
E siccome sei molto lontano, più forte ti scriverò
Da quando sei partito c’è una grande novità
L’anno vecchio è finito, ormai
Ma qualcosa ancora qui non va
Si esce poco la sera, compreso quando è festa
E c’è chi ha messo dei sacchi di sabbia vicino alla finestra
E si sta senza parlare per intere settimane
E a quelli che hanno niente da dire
Del tempo ne rimane
Ma la televisione ha detto che il nuovo anno
Porterà una trasformazione
E tutti quanti stiamo già aspettando.
(omissis)
E se quest’anno poi passasse in un istante
Vedi amico mio
Come diventa importante
Che in questo istante ci sia anch’io
L’anno che sta arrivando tra un anno passerà
Io mi sto preparando, è questa la novità”.

Questi versi sono quanto mai attuali e portatori di un messaggio sociale di enorme importanza. Le cose avvengono, accadono o per cause naturali (carestie, epidemie, terremoti, alluvioni, valanghe, ecc.) o per comportamenti irresponsabili dell’umanità (violenze, soprusi, guerre, ecc.), ma quello che conta è che ogni periodo finisce, ogni anno passa e lascia il posto ad un nuovo periodo, ad un nuovo anno. 

Un’eredità difficile 

Così anche il 2020 è passato lasciandoci un’eredità difficile da amministrare. Riprendendo i versi di Dalla, diventa importante che in questo istante ci sia anch’io. Nel mio scorso articolo ho parlato della necessità di ricostruire il nostro tessuto economico: in quel contributo invitavo tutti gli imprenditori a pensare in modo nuovo, ad uscire dalle ormai radicate idee di mercato, esortavo la classe manageriale a mettere in atto politiche in grado di poter prevedere il cambiamento.

Attori, non comparse

Per riuscire a fare questo bisogna assumere la consapevolezza di dover ricoprire il ruolo di attori protagonisti e non comparse. Ma come fare? Sempre il grande cantautore Dalla ci viene in aiuto: “Io mi sto preparando, è questa la novità”. Grazie Lucio per il tuo consiglio, ci dobbiamo preparare!

Prepararsi = ?

Prepararsi vuol dire informarsi, analizzare, valutare e programmare. L’errore che non bisogna commettere è fermarsi. È questo il momento di rimboccarsi le maniche, di fare rete fra aziende di piccole e grandi dimensioni. I negozi di quartiere devono ritrovare la loro forza nell’unione, devono ritornare alla collaborazione e non alla competizione.  Devono condividere la volontà di rilancio dei quartieri in stretta sinergia fra loro. 

Sinergia

Le realtà industriali devono essere in grado di ricostruire e sviluppare i distretti industriali. Certo oggi questa sinergia e collaborazione sarà incentrata su sistemi e criteri differenti da quelli dei primi del ‘900, ma rappresenta ancora oggi il fulcro per lo sviluppo industriale. Le imprese di ogni ordine e grado devono essere consapevoli che hanno a disposizione soluzioni alternative alla cassa integrazione che, pur essenziale nel suo ruolo di ammortizzatore sociale, nell’immediata necessità non rappresenta certamente uno strumento di sviluppo. Occorre avere ben chiaro che esistono strumenti alternativi ai finanziamenti agevolati o ai ristori economici che, per quanto basilari in questo momento di emergenza, non possono generare crescita.

Crescita e sviluppo

Ecco allora la possibilità di fare ricorso a strumenti il cui scopo è quello di generare crescita e sviluppo in tempi di professionalità, tecniche di produzione e di vendita, estensione dei mercati di riferimento e miglioramento nella gestione dei costi. Tra i più importanti di questi strumenti si annoverano:
• il Fondo Nuove Competenze,
• la formazione finanziata,
• le politiche sociali di welfare,
• la riorganizzazione di organigrammi e competenze,
• il bando ricerca e sviluppo.

Tocca a noi

La ricostruzione delle nostre attività dipende dalla nostra volontà di cogliere le opportunità anche in un momento difficile e drammatico come quello che stiamo vivendo.  Così come i nostri imprenditori nel dopoguerra hanno saputo trovare la forza per ricostruire una nazione devastata dal conflitto mondiale, così noi siamo chiamati ad una nuova ricostruzione. Idee, volontà e coraggio non ci mancano: uniamo queste virtù agli strumenti che abbiamo a disposizione e ricostruiremo un sistema economico forte e dinamico.

L’anno che sta arrivando tra un anno passerà. Noi avremo fatto la differenza, è questa la novità.



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