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Smart Home: non tutto il Covid viene per nuocere

30/03/2021

della Redazione

In questo numero dedicato alla Smart Home abbiamo interpellato alcune imprese del settore su questi ed altri temi. È emerso che il mercato non è stato ovviamente esente dal rallentamento che ha interessato la stragrande maggioranza dei comparti industriali italiani e globali. Tuttavia con la pandemia la casa è diventata un hub per la vita non solo domestica, ma anche lavorativa, scolastica, di entertainment e comfort. Tutti driver che hanno inciso positivamente – se non in termini di vendite, quanto meno in termini di interesse, quindi di sviluppi – sul mercato della smart home. 

Il tasso di penetrazione delle soluzioni per la smart home era stimato al 9,5% per il 2020 e si ipotizzava un raddoppio per i successivi quattro anni (+46,8% per smart lighting, + 23,2% per telegestione del riscaldamento e +20,7% per la sicurezza). Queste previsioni troveranno riscontro? Certo è che le tecnologie domotiche abilitano funzioni e servizi volti a migliorare il comfort, a salvaguardare l’ambiente e a garantire la sicurezza delle persone. Assistenti vocali e intelligenza artificiale potrebbero facilitare l’adozione delle soluzioni di smart home anche per teleassistenza e telemedicina. E la pandemia ha enfatizzato il potenziale di queste tecnologie abilitanti. La pandemia ha però anche messo a nudo i limiti di connettività delle nostre case, come pure il deficit di integrazione dei prodotti per la smart home. Se il 58% della popolazione si dichiara pronto a fare interventi per migliorare il comfort, anche con soluzioni scalabili e modulari, un impulso decisivo potrebbe arrivare dai finanziamenti per l’ammodernamento degli impianti domestici. Insomma: per la domotica le prospettive non mancano.

Online vince la tecnologia smart

Secondo OnBuy Home Automation Department, durante la pandemia i prodotti smart l’hanno fatta da padrone nelle ricerche online. Nella top 10 dei prodotti più ricercati nel 2020 troviamo infatti al primo posto tecnologie indossabili come gli smart ring (396.000 ricerche su Google), al secondo posto i rivelatori della qualità dell’aria (104.500 ricerche), seguiti dai termometri intelligenti (72.600 ricerche), che trasmettono le letture in modo che possano essere raccolte, archiviate e analizzate (Fonte: OnBuy Home AutomationDepartment).

La versione integrale dell’articolo riporta tabelle e figure, e gli interventi di: Luca Pedretti - Strategic Marketing Manager di Comelit, Giovanni Grauso - Solution Manager di Dovit, Daniele Andreasi - Product manager smart home Urmet, Mauro Stefan - Category Specialist Home & Building Automation di Vimar.

Per visualizzarle apri il pdf allegato. 

 

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