martedì, 3 agosto 2021

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Privacy: come trattare i dati sanitari con soluzioni AI?

24/03/2021

di Marco Soffientini - Esperto di Privacy e Diritto delle Nuove Tecnologie; docente Ethos Academy

L’intelligenza artificiale è quella disciplina informatica che studia se e in che modo si possano riprodurre i processi mentali più complessi mediante l’uso di un computer. Da qui la nota distinzione tra  “machine learning”, che consiste in una molteplicità di metodi finalizzati a consentire al software di adattarsi a diverse situazioni, e “deep learning”, consistente  in metodologie finalizzate ad emulare la mente umana attraverso reti neurali artificiali. 

Tra i campi di applicazione dell’intelligenza artificiale in continua espansione, quello sanitario riveste un ruolo importante, in quanto consente diagnosi precoci, tramite l’individuazione di parametri che, se trascurati, potrebbero portare a contrarre una determinata malattia. Da queste prime riflessioni, è evidente che l’intelligenza artificiale è destinata a svolgere un ruolo cruciale nel prossimo futuro, tanto che il 25 aprile 2018 la Commissione Europea ha rilasciato un documento dal titolo “l’intelligenza artificiale per l’Europa” con il quale propone una strategia europea fondata su un approccio che pone le persone al centrodello sviluppo dell’intelligenza artificiale e incoraggia l’uso di questa potente tecnologia(1) per contribuire a risolvere le più importanti sfide mondiali: dalla cura delle malattie alla lotta contro i cambiamenti climatici e alla previsione delle catastrofi naturali, dall’aumento della sicurezza dei trasporti alla lotta alla criminalità e al miglioramento della cybersecurity.

L’approccio europeo

A distanza di circa due anni, la Commissione Europea è tornata sull’argomento rilasciando il 19 Febbraio 2020 un White Paper (libro-bianco) dal quale si evince l’approccio della Commissione al tema dell’intelligenza artificiale: l’intelligenza artificiale si sta sviluppando rapidamente. Cambierà le nostre vite migliorando l’assistenza sanitaria (ad esempio rendendo le diagnosi più precise e consentendo una migliore prevenzione delle malattie), aumentando l’efficienza dell’agricoltura, contribuendo alla mitigazione dei cambiamenti climatici e all’adattamento ai medesimi, migliorando l’efficienza dei sistemi di produzione mediante la manutenzione predittiva, aumentando la sicurezza dei cittadini europei e in molti altri modi che possiamo solo iniziare a immaginare. Al tempo stesso, l’intelligenza artificiale (IA) comporta una serie di rischi potenziali, quali meccanismi decisionali non trasparenti, discriminazioni basate sul genere o simili, intrusioni nelle nostre vite private o utilizzi per scopi criminali. La Commissione si impegna a favorire i progressi scientifici, a preservare la leadership tecnologica dell’UE e a garantire che le nuove tecnologie siano al servizio di tutti gli europei e ne migliorino la vita rispettandone i diritti. 

Diritti umani e privacy

Dato l’impatto significativo che l’intelligenza artificiale può avere sulla nostra società e la necessità di creare maggiore fiducia - afferma la Commissione - è essenziale che l’intelligenza artificiale europea sia fondata sui nostri valori e diritti fondamentali quali la dignità umana e la tutela della privacy(2). Il 19 giugno 2020 il Garante Europeo ha reso un proprio parere(3) sul white paper della Commissione esprimendo perplessità per i toni entusiastici manifestati dalla Commissione sui potenziali benefici offerti dalla intelligenza artificiale. Infatti, afferma che come tutte le tecnologie anche l’intelligenza artificiale presenta vantaggi, costi e rischi che dovrebbero essere attentamente considerati da chiunque adotti una tecnologia. Pertanto, per il Garante Europeo, sia i soggetti privati che quelli pubblici dovranno valutare caso per caso se un’applicazione di intelligenza artificiale sia l’opzione migliore.

Valutazione di impatto privacy

Questa valutazione va condotta alla luce dell’articolo 35 del Regolamento UE 679/2016, che introduce la valutazione di impatto privacy (c.d. Data Protection Impact Assessment); una procedura, come noto, in grado di valutare il rischio inerente il trattamento e cioè gli impatti (in questo caso della soluzione basata sulla intelligenza artificiale) sui diritti, libertà fondamentali e dignità dell’interessato. Alla luce delle considerazioni svolte, è evidente che un trattamento su larga scala di dati sensibili, come avviene in ambito sanitario, attraverso l’utilizzo di tecnologie di intelligenza artificiale, debba essere sottoposto, preventivamente, ad una valutazione di impatto che è poi alla base della realizzazione di un altro fondamentale principio in ambito privacy, ossia la protezione dei dati fin dalla fase di progettazione (c.d. data protection by design) di qualsiasi trattamento.

Note:

(1) Queste tecnologie possono rendere la vita dei lavoratori più facile. Possono ad esempio aiutarli nell’esecuzione di compiti ripetitivi, faticosi e perfino pericolosi (ad esempio nella pulizia di elementi il cui accesso è difficile o pericoloso quali le condotte industriali). Possono anche facilitare la formulazione di riassunti a partire da grandi volumi di dati, fornire informazioni più accurate e suggerire decisioni, ad esempio mediante il ricorso all’IA per aiutare i medici nell’attività diagnostica. Esse servono in ultima analisi a migliorare le abilità degli esseri umani. Nel contesto di una società che invecchia l’IA può offrire soluzioni nuove per aiutare un maggior numero di persone ad essere attive sul mercato del lavoro e a rimanervi, anche persone con disabilità. Per effetto dell’IA compariranno nuovi posti di lavoro e nuovi mansioni, alcuni dei quali sono difficili o perfino impossibili da prevedere. Altri lavori e mansioni saranno sostituiti. (cit. pag. 12).

(2) Given the major impact that AI can have on our society and the need to build trust, it is vital that European AI is grounded in our values and fundamental rights such as human dignity and privacy protection (White-Paper, §1, pag.2).

(3) Opinion n. 4/2020 – EDPS Opinion on the European Commissions’s White Paper on Artificial Intelligence – A European approach to excellence and trust.



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