lunedì, 28 settembre 2020

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Antincendio: il CO.P.I. è donna, architetto e di segno Leone

06/08/2020

Antonino Panìco - Ingegnere esperto in materia di prevenzione incendi, di impianti di estinzione e di ingegneria della sicurezza antincendio. Formatore Ethos Academy

Fin dalla sua prima pubblicazione pensai che, nonostante il nome maschile, il nuovo strumento normativo CO.P.I. avesse una connotazione femminile. Questo perché, per la prima volta, una norma abbracciava tutte le tematiche non prescindendo l’una dall’altra. Anzi legando assieme tutte le strategie di lotta all’incendio al fine di definire una strategia più completa, solida ed efficace, funzionale e funzionante. Proprio come le donne italiane, capaci di coniugare carriera, famiglia, amore e figli in un disegno perfetto. Un approccio volto a garantire davvero la sicurezza antincendio e non solo quella, perché lavorare bene  nella direzione della sicurezza dà valore aggiunto alle aziende anche a livello produttivo.

La seconda riflessione è che questa signora CO.P.I sia un architetto, una figura professionale con la mente aperta (diversamente da noi colleghi ingegneri non sempre disposti a mollare l’osso del singolo problema, bravissimi a risolverlo, certo, ma meno avvezzi a guardarsi intorno e sicuramente meno fantasiosi).

Sotto il segno del Leone

Il codice compirà a breve 5 anni ed è nato sotto il segno del leone e non è un caso. Prima di partire a guidare il progettista nella scelta delle strategie antincendio da applicare all’attività, il Codice fa infatti due domande importanti e fondamentali, che nessuna norma prima si era posta: 

1) Che caratteristiche hanno gli occupanti dei luoghi interessati? Che familiarità hanno coi luoghi? Possono trovarsi in solo stato di veglia o anche di sonno?

2) Qual è la velocità caratteristica di crescita dell’incendio? Come evolve in maniera prevalente l’incendio, rispetto alla natura, forma e modalità di stoccaggio?

Il rischio vita

Fatte queste domande ed ottenute le relative risposte, si è definito il rischio vita che è il caposaldo per la scelta delle strategie antincendio successive. E’ intuitivo pensare che ci sarà maggiore cautela laddove le persone non avranno familiarità con i luoghi (ad es. in ambienti commerciali o in strutture ricettive). Ancora di più in ospedali o case di cura, dove gli occupanti non sono neppure autonomi nei movimenti. Diversa la situazione per le attività produttive, dove invece la familiarità coi luoghi e l’indipendenza fisica consentono di allentare le misure di sicurezza.

Reazione al fuoco

Da queste considerazioni scaturiscono le strategie antincendio. Si opterà per materiali con bassa reazione al fuoco in ambienti come alberghi/ospedali, per evitare che in caso di incendio la produzione di fumo possa inabilitare occupanti ed addetti all’esodo (che avverrà peraltro in tempi lunghi, legati soprattutto al tempo di reazione delle persone - che può essere anche di diversi minuti). Diversa sarà la strategia per le attività produttive, dove invece l’allarme viene dato rapidamente ed i tempi di esodo sono sensibilmente inferiori.  Questo per quanto riguarda  la reazione al fuoco.

Strategia antincendio

Tutte le altre strategie si fonderanno poi insieme, offrendo una risposta complessiva la cui conformazione potrà essere differente per lo stesso ambito, ossia, in base alle valutazioni ed alla taratura delle soluzioni adottate, potrà portare al medesimo risultato di sicurezza antincendio, magari amplificando una misura laddove un’altra è di difficile applicazione nella sua connotazione conforme. 

Uno strumento che evolve

L’evoluzione dello strumento è poi quello di inserire man mano non solo l’obbligatorietà per tutte le attività non normate in maniera specifica, ma anche per attività che possiedono già una norma specifica tradizionale in alternativa ad essa, e poi passare invece all’obbligatorietà anche per queste. Questo trova riscontro nella pubblicazione delle regole tecniche verticali, ossia delle appendici allo strumento generale, nelle quali si fanno delle precisazioni e si adottano misure più restrittive riferendosi a specifiche attività, come possono essere le scuole, le autorimesse, gli uffici etc. La prima regola tecnica che andrà in disuso, e che quindi verrà obbligatoriamente sostituita dal Co.P.I., sarà quella delle autorimesse - che risaliva al 1986.


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www.ethosacademy.it



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